Dave Mustaine

dave-mustaine-megadethIl tostissimo Dave Mustaine, leader incontrastato dei tostissimi Megadeth, ha una storia alquanto curiosa che merita di essere raccontata, seppur per sommi capi.

Il nostro è un chitarrista-cantante californiano, classe 1961, che nei primi anni Ottanta fa parte di una band chiamata Metallica in compagnia di Lars Ulrich (batteria), James Hetfield (chitarrista-cantante anch’egli) e Cliff Burton (basso). Ma la compagnia non sembra gradirlo molto e lo sbatte fuori nel 1983, poco prima d’incidere il primo album dei Metallica, “Kill ‘Em All”. Pare che Mustaine si drogasse tantissimo e per questo il temibile duo Ulrich-Hetfield lo avesse messo alla porta: in realtà, Dave non era soltanto un bravissimo chitarrista ma anche un prolifico autore… è la solita storia dei troppi galli nel pollaio.

Tuttavia, nel primo e nel secondo album dei Metallica, alcune canzoni sono accreditate anche a Mustaine, che viene quindi rimpiazzato da Kirk Hammett: i reciproci crediti autoriali si ripetono anche nell’album “Killing Is My Business… And Business Is Good!”, il primo album dei Megadeth. Sì, perché il nostro non perde tempo e mette su un altro gruppo, i Megadeth, per l’appunto. Mentre sono in procinto d’incidere il secondo album, i Megadeth vengono contattati da una major discografica, la Capitol-EMI, che pubblica così il fantastico “Peace Sells… But Who’s Buying?“. Quest’album, uscito nel 1986, è una pietra miliare del metal anni Ottanta: rientra in quel filone chiamato progressive-metal perché Mustaine e l’altro grandissimo chitarrista che l’accompagna, Chris Poland, s’inventano una tessitura che cambia più volte tempo e atmosfera ad una velocità incredibile. La forza d’urto è tremenda, ascoltare Wake Up Dead per credere!

Nel corso del 1987 le cose cambiano: Mustaine sbatte fuori il bravissimo Poland a causa della sua crescente tossicodipendenza (certo che farsi cacciare da Mustaine per una cosa simile risulta un po’ comica) e dà vita ad una seconda formazione dei Megadeth (nel corso degli anni la storia si ripeterà spesso, avrete capito tutti che Mustaine è il padrone assoluto in casa Megadeth): al principio del 1988 esce quindi “So Far, So Good… So What!“, il terzo album della band americana. E’ l’album dei Megadeth che preferisco: si apre con uno strumentale da brividi, Into The Lungs Of Hell, che ricorda un tema western di Ennio Morricone in chiave metal. Segue Set The World Afire, un’esperienza sonora sconvolgente… mi mette la pelle d’oca se l’ascolto mentre sono al volante. Segue ancora Anarchy In The U.K. (cover dei Sex Pistols, alla quale partecipa Steve Jones, chitarrista degli stessi) e poi la fantastica Mary Jane. L’altro brano memorabile è In My Darkest Hour, che Mustaine scrive all’indomani della morte di Cliff dei Metallica… pare che il povero Cliff fosse l’unico col quale Dave fosse rimasto in buoni rapporti.

Il successivo album dei Megadeth, il grandioso “Rust In Peace” (1990), segna una svolta nella carriera della band: i ritmi rallentano, il suono è più un potente hard rock che un metal, dovuto all’importante cambiamento occorso alla vita di Dave. Durante l’anno, il nostro si fa beccare drogato alla guida dell’auto: si becca una grossa multa e la condanna alla riabilitazione. Ma anche Dave si rende conto che si è spinto troppo oltre e accetta di buon grado la cura disintossicante. Negli anni successivi, Dave si sposa, ha dei figli, ritrova la fede religiosa… insomma, inizia a fare il bravo padre di famiglia e la cosa traspare inevitabilmente anche nella sua musica, che si fa via via più accessibile: l’album del ’92, “Countdown To Extinction”, vola infatti al 2° posto della classifica USA.

Da qualche parte ho letto che era meglio il Mustaine degli anni Ottanta, quello eroinomane che produceva della musica potente ed unica, mentre i suoi dischi successivi (diciamo quelli compresi fra il già citato “Countdown” e “The World Needs A Hero” del 2001), per quanto pregevoli, non hanno aggiunto più nulla. Anche per me, i primi quattro album dei Megadeth sono superiori, ma non posso però contestare la scelta d’un uomo che ha deciso d’uscire dal tunnel e di mettere la testa a posto. E poi, a parte il cambiamento della scena musicale negli anni Novanta, c’è da dire che anche le rockstar più sfrenate invecchiano… è difficile mantenere una rabbia credibile quando si ha un lauto conto in banca.

-Matteo Aceto

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Autore: Matteo Aceto

Quarantenne, lettore onnivoro, cinefilo selettivo, ancora compro dischi.

7 pensieri riguardo “Dave Mustaine”

  1. Sì, sono il mio gruppo preferito ^__^ e se mi dici che rust in peace è hard rock ti consiglio un ripasso musicale, ahahahahaa.

  2. Se mi dici che sono il tuo gruppo preferito allora ti rispetto già un po' di più. Perché in effetti a me i Megadeth piacciono tantissimo, ho tutta la loro serie remaster 1986-1999 e mi piacerebbe sentirmi anche tutto il resto più in là. Ciao, fatti sentire quando vuoi… puoi anche dirmi come ti chiami che non mordo.
    😉

  3. Non ho di certo paura. Comunque sono il mio gruppo preferito sì, e amo Dave, l'ho visto anche al gods of metal quest'anno e sono letteralmente impazzito, per questo credo che se dico che di prog non hanno nulla forse un pò non dico cazzate. Se hai dall'86 al 99 hai tanti buoni album, ma ti mancano alcune pietre miliari, come killing is my business, the world need a hero, the system has failed e l'ultimo bellissimo CD, United Abominations. Come dichiarato anche dallo stesso Mustaine, all'inizio i megadeth vertevano sullo speed thrash metal (particolarmente dirompente in rust in peace), poi si son dati al rock elettronico, qualcosa di hard rock, e ora sono tornati ad un heavy metal thrashizzante a tratti ^.^

    Riccardo Alias (si blog ecc) MEGARik 😛

  4. sono daccordo con entrambi anche se non capisco la differenza tra prog, speed ed altro…..la musica di Mustaine è unica, nasce dalla rabbia e lui la trasforma in pura energia. In quanto al suo invecchiamento non è altro che un nuovo miglioramento di qualità. La musica cambia con l'età come succede a tutti i veri artisti. Dave dimostra che con la vecchiaia non si perde nulla ma anzi si migliora se ci si mantiene costantemente allenati e sempre aperti alle novità. Bravo papà Mustaine…continua cosi'

  5. Flashboss,
    grazie per la visita, innanzitutto. Dici bene di Mustaine, la sua musica ha risentito tantissimo della sua crescita artistica ma anche umana, restando sempre coerente con lo stile Megadeth.
    Prog, speed e thrash sono varie sottocategorie che possiamo applicare al metal: la prima quando una canzone cambia struttuta e tempo nel corso della sua esecuzione, la seconda quando il ritmo è implacabilmente veloce, la terza quando la musica che ascolti è più martellante che mai (i primi due album dei Megadeth, ad esempio, affrono eccellenti canzoni thrash-metal).

    Riccardo,
    già che ci sono… un po' di tempo fa ho comprato “Killing Is My Musiness”! Il prossimo passo sarà “The System Has Failed”…

    Ciao ragazzi, a presto se vorrete!
    🙂

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