The Police, “Outlandos d’Amour”, 1978

the-police-outlandos-damour-immagine-pubblicaOggi è una data storica per il rock: gli infiniti Police intraprendono da Vancouver (Canada) la loro prima tournée mondiale dopo il Sinchronicity Tour del 1983-84. E quindi, nella sbavante attesa di averli in Italia, il prossimo 2 ottobre, ecco un post di riscaldamento, dedicato al loro album d’esordio, “Outlandos d’Amour”, l’unico fra i cinque album da studio dei Police a non aver conquistato il 1° posto della classifica inglese.

Si parte con la tambureggiante e casinara Next To You, una canzone d’amore travestita da pezzo punk… fa ancora una certa impressione sentire che Sting, autore di brani raffinati come Englishman In New York e Fragile, abbia esordito con delle sonorità tanto ruvide.

Dopo Next To You troviamo l’eccitante reggae-rock di So Lonely, una delle prime composizioni di Sting, risalente ai tempi della sua band amatoriale, i Last Exit: tipica del ‘Police sound’ di quel periodo, So Lonely è caratterizzata da una sequenza di strofe dal ritmo saltellante, mentre il ritornello è un veloce e ripetitivo rock; bello, inoltre, l’assolo di chitarra alquanto bluesy di Andy Summers.

Col terzo brano siamo in presenza d’un autentico classico, Roxanne: c’è qualcuno che non conosce questa bella canzone rock-reggae venata di tango che narra dell’amore per un prostituta? E’ un pezzo di storia, Roxanne, e non a caso è stata scelta dalla band per annunciare il proprio ritorno dal vivo, lo scorso febbraio a Los Angeles.

Tornando all’album in esame, fra le canzoni dei Police mai edite su singolo, Hole In My Life è fra le mie preferite, anche se dura un po’ troppo: un brano che canta dell’insicurezza della vita, del disagio e della vulnerabilità senza per questo risultare lagnoso, bensì presentando un arrangiamento reggae-rock a scatti assolutamente irresistibile.

Con la successiva Peanuts ritroviamo uno stile e una velocità più vicini al punk, anche se i Police sono troppo bravi tecnicamente e Sting è un autore troppo raffinato per adottare gli stilemi di quel genere. Forse vale la pena di sottolineare che il testo di Peanuts è una sarcastica stoccata contro Rod Stewart, mentre la musica è firmata da Sting con Stewart Copeland, per quello che è il solo contributo autoriale nel disco da parte del grande batterista.

Poi è la volta d’un’altra canzone famosa, Can’t Stand Losing You, edita anche su singolo: uno dei miei pezzi polizieschi preferiti, Can’t Stand è un altro mirabile esempio del Police sound di quel periodo, stavolta accentuando ancor più l’arrangiamento reggae; è uno di quei brani che non possono mancare assolutamente in una selezione seria dedicata alla musica dei Police.

Altra influenza punk ben in evidenza per la ruvida ma coinvolgente Truth Hits Everybody, ben più vicina al rock invece la sonorità di Born In The 50’s, brano nel quale Sting introduce elementi di politica in un testo cantato con rabbia.

Con Be My Girl-Sally siamo alle prese con una delle canzoni più curiose e divertenti dei Police: a un ripetitivo ritornello rock di Sting segue un intermezzo recitato da Andy sulle virtù ‘terapeutiche’ di una bambola gonfiabile, prima che torni il ritornello iniziale a concludere lo scanzonato numero.

Più che una canzone vera e propria, la conclusiva Masoko Tanga è una lunga improvvisazione reggae-rock, prossima ai sei minuti di lunghezza: chiaramente un riempitivo, Masoko Tanga è comunque gradevole e testimonia la grande compattezza sonora di questi tre biondi capelloni che, è importante sottolineare, all’epoca suonavano insieme da un solo anno.

Registrato in appena dieci giorni di lavoro in studio, coordinati da un produttore dilettante, Nigel Gray (in realtà un medico di professione con la passione per il rock!), e utilizzando nastri usati, “Outlandos d’Amour” si segnala come uno degli esordi discografici più esaltanti e convincenti del rock, restando tuttora un ascolto fresco e divertente.

Una curiosità: il buffo titolo del disco è stato scelto da Miles Copeland – fratello di Stewart e all’epoca manager del gruppo – e significa grossomodo ‘fuorilegge dell’amore’.

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Autore: Matteo Aceto

Nato negli anni Settanta, abruzzese con un pezzetto di cuore lasciato a New York, marito, papà, impiegato, tifoso della Ferrari, nostalgico di Schumi e dei vecchi campioni del pugilato, lettore avido ma distratto, cinefilo che rivede sempre gli stessi film, compratore assiduo di dischi.

5 thoughts on “The Police, “Outlandos d’Amour”, 1978”

  1. CD comprato e fisso nell'autoradio da qualche settimana!
    A fargli compagnia, anche se in altro luogo, i biglietti per l'Heineken Jammin’ Festival del 22 giugno! WOW!

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  2. Sono contento che l'album ti sia piaciuto, Vivi! Fai bene a vederli dal vivo, io li ho visti lo scorso 2 ottobre a Torino e sono stati GRANDIOSI!! Sono sicuro che sarà un concertone anche per te. Ciao!
    🙂

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