The Beatles

the-beatles-immagine-pubblica-blogSpesso & volentieri ho scritto dei Beatles su questo blog, ma non ho mai dedicato uno specifico post alla loro straordinaria avventura musicale complessiva. Anche perché sarebbe un’impresa: migliaia di persone prima di me (e meglio di me) hanno parlato dei Beatles, della loro importanza e della loro influenza culturale… che cosa potrei aggiungere io in questo piccolo spazio virtuale a mia disposizione?

Forse mi conviene parlare dei Beatles per quello che rappresentano per me, su che cosa hanno significato nella mia vita e quali siano i miei ricordi in proposito. Anche in questo caso… forse è un’impresa ma… voglio provarci.

Se la memoria non m’inganna, devo essermi imbattuto nei Beatles nel 1987, quando avevo nove anni. Mi trovavo a casa dei nonni materni, con la famiglia al gran completo, in un’allegra sera di dicembre. Il televisore era fisso su Rai 1 dove stavano passando un noto programma per famiglie, credo ‘Fantastico’… si chiedeva quale gruppo avesse più lasciato il segno, i Beatles o i Rolling Stones. Vedendo l’entusiasmo per questi Beatles da parte degli ospiti televisivi e della gente che chiamava da casa, curioso come tutti i bambini, chiesi ai miei famigliari chi fossero mai questi Beatles. Mi risposero un po’ tutti, mamma, papà, zii, zie (forse anche il nonno ma non ricordo bene): i Beatles erano un gruppo musicale inglese, anzi il gruppo musicale più bravo e famoso di tutti i tempi, però si era sciolto molti anni prima, uno di loro, John Lennon, era stato ucciso, gli altri tre, vivi, si chiamavano Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr (di quest’ultimo mi dissero che era il batterista del gruppo ma soprattutto un simpatico nasone), le loro canzoni erano famosissime. Ovviamente la trasmissione di Rai 1, quale che fosse, passava diversi spezzoni di canzoni e filmati di questi Beatles e la curiosità in me iniziò a montare, anche grazie alla mia fervida immaginazione.

Tempo pochi mesi e iniziai a chiedere dei Beatles ad ogni adulto che potesse darmi qualche informazione in meritò finché, nell’agosto del 1988, andai in bici fino al negozio di dischi sito nella piazza del paese, per ritirare una musicassetta che i miei avevano ordinato per me poco tempo prima. Avevo appena festeggiato la prima comunione e fra i regali avevo ricevuto un bellissimo walkman: ci avevo sentito qualche cassetta presa/prestata qua & là ma solo una cosa precisa volevo ascoltare, la musica dei Beatles. Arrivai al negozio in piazza tutto contento, non sapendo neanche bene che cosa mi sarei trovato fra le mani; la bionda proprietaria del negozio mi diede tutta sorridente la cassetta che i miei mi avevano promesso: la custodia era nera, le costine laterali erano azzurre, così come alcune scritte, la copertina era completamente bianca, col nome ‘The Beatles’ formato da un collage d’immagini dei quattro musicisti, il titolo era “20 Greatest Hits”.

Non persi un solo minuto: tornai a casa pedalando di gran lena sulla mia bmx rossa, presi il walkman, ci misi la cassetta, indossai le cuffie e mi accomodai sul balcone. La prima canzone in programma, She Loves You, già mi fece capire con chi avessi a che fare: probabilmente le mie orecchie non avevano mai sentito nulla di così vivace, coinvolgente e ottimistico al tempo stesso… in breve tempo She Loves You divenne la mia canzone preferita! Ma la cassetta era piena di belle canzoni… mi piacevano tantissimo I Want To Hold Your Hand, Can’t Buy Me Love, Paperback Writer, All You Need Is Love, Hello Goodbye e Let It Be, facevo più fatica ad accettare Come Together e The Long And Winding Road. Restavo perplesso di fronte a Yesterday. Tempo poche settimane e già conoscevo a memoria sia l’ordine delle canzoni che i loro ritornelli, leggevo e rileggevo quei nomi che per me erano ancora carichi di mistero: che significavano le parole ‘All songs composed by John Lennon & Paul McCartney / BMI’ e ‘ produced by George Martin / Recorded in England’? Ma in fondo non m’importava granché, quella benedetta cassetta conteneva la musica più bella che io avessi mai sentito, la musica dei Beatles!

Ricordo che mi portavo appresso “20 Greatest Hits” un po’ dappertutto… di lì a poco smisi di guardare i cartoni animati… i Beatles (e la musica) e la Ferrari erano ormai diventati le mie passioni principali, tutto il resto sarebbe passato in secondo piano. Poi un giorno avviene il fattaccio: torno a casa da scuola – facevo la quinta elementare – la prima cosa che faccio è cercare la mia cassetta dei Beatles, invece scopro con orrore che mio fratello, all’epoca di quattro anni, aveva tirato fuori tutto il nastro magnetico, lo aveva avvolto e strappato, con la povera cassetta vuota che giaceva ai suoi piedi. Scoprii che la complice del misfatto era stata mia madre, troppo occupata con le pulizie domestiche per accorgersi del delitto. Per me fu un dispiacere enorme, una perdita molto dolorosa. Chiusi coi Beatles, l’unico piacere che mi concessi fu l’ascoltare a bocca spalancata la nuova canzone di Paul McCartney che la radio trasmetteva in quei giorni: si chiamava My Brave Face e non la dimenticherò mai.

Arrivarono gli ingloriosi anni Novanta, arrivò l’adolescenza, arrivò una botta di solitudine che mai avevo incontrato in vita mia. Però scoprii la mia grande passione per la musica, in senso generale: acquistai il mio primo stereo, acquistai il mio primo CD, il mio primo LP, iniziai a comprare riviste musicali e a scambiare opinioni con ogni appassionato di musica che incontrassi, insomma iniziai a diventare quel soggettone che sono ora.

Poi, finalmente terminati gli anni Novanta, come un incantesimo che si spezzi, in un imprecisato giorno del 2000 mi svegliai con una fame incredibile di Beatles: di colpo mi ricordai delle ‘vecchie’ canzoni e nel giro di un anno mi procurai tutti i loro dischi. Successivamente mi procurai gran parte di quelli solisti (una ricerca tuttora in atto, seppure a buon punto) e lessi tutto quello che c’era da leggere sulla storia e l’arte del più grande gruppo musicale che la storia ricordi. Se in quegli anni stravedevo per gruppi quali Queen e Pink Floyd, fra il 2000 e il 2002 capii definitivamente che i Beatles erano gli indiscussi numeri uno. Mi sembrava di essere tornato indietro al 1988!

– Mat

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Autore: Matteo Aceto

Nato negli anni Settanta, abruzzese con un pezzetto di cuore lasciato a New York, marito, papà, impiegato, tifoso della Ferrari, nostalgico di Schumi e dei vecchi campioni del pugilato, lettore avido ma distratto, cinefilo che rivede sempre gli stessi film, compratore assiduo di dischi.

6 thoughts on “The Beatles”

  1. Un bambino di quattro anni e una musicassetta non sono un bel binomio, soprattutto dal punto di vista della musicassetta 😉
    Io non ricordo bene quando ho sentito parlare per la prima volta dei beatles, ma probabilmente è stato nel film “Non ci resta che piangere” con Troisi che cercava di cantare un'improbabile versione di Yesterday 😀
    Complimenti per il post
    Ciauz

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  2. Ciao Mat!!Come stai!?Io splendidamente..nonostante abbia ricominciato a lavorare(..d'altra parte quasi un mese di vacanza..me la son goduta!!)mi coccolo nella mia dimensione di sole e vacanze e tante belle cose viste e vissute!!un bacio e a presto!

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