The Good, The Bad & The Queen, 2007

the-good-the-bad-and-the-queen-damon-albarn-clash-blurIn questi giorni sto ascoltando quasi a ripetizione l’album omonimo di The Good, The Bad & The Queen, ovvero un supergruppo costituito nel 2005 da Damon Albarn dei Blur (o dei Gorillaz, se preferite), da Paul Simonon dei Clash, da Simon Tong (ex chitarrista dei Verve) e da quel monumento di batterista chiamato Tony Allen, collaboratore di Albarn già da un po’ ma celebre per i suoi trascorsi con Fela Kuti.

“The Good, The Bad & The Queen” è un disco uscito al principio di quest’anno ma che non ho comprato immediatamente, nonostante l’allettante presenza di Paul, che suona il basso in tutti i pezzi e contribuisce ai cori. Diversi mesi prima, Antonio mi aveva già anticipato la bellezza di quest’album, avvertendomi che l’avrei apprezzato via via sempre di più. Ebbene devo dargli ragione (oltre che ringraziarlo): ho comprato il ciddì di “The Good, The Bad & The Queen” un mesetto fa ma in questi giorni è finalmente esploso il mio amore per questa musica. Sarò banale & scontato se mi azzardo a dire che questo è un sound di non facile catalogazione? A me suona come una sorta di disincantato ma cullante dub/reggae, spruzzato con la tipica eccentricità di tanti arrangiamenti pop-rock che la musica inglese ci ha splendidamente proposto dall’era Beatles ad oggi.

Qui non mi prodigherò in una delle mie solite (e forse noiose, chissà…) recensioni. Mi limiterò a dire che il motivo per cui ho comprato questo disco, cioè il basso di Paul Simonon, c’è & si sente, che lo stile di Damon Albarn (che conoscevo appena da qualche pezzo dei Blur e dei Gorillaz) è molto interessante & personale (lui è la mente del gruppo, il cantante & l’autore dei pezzi, e mi pare decisamente bravo), che Simon Tong è un menestrello tanto discreto & puntuale quanto abile, che il tocco di Tony Allen è proprio sorprendente.

Ovviamente, i pezzi che preferisco sono… tutti! Sul serio, non ce n’è uno che non s’incastri perfettamente nei quasi cinquanta minuti di durata dell’album. Comunque, se proprio devo citare qualche canzone, dico che trovo bellissima 80’s Life, con reminiscenze dell’era “Pet Sounds” dei Beach Boys, memorabili la saltellante Northern Whale e l’iniziale History Song. Ma anche A Soldier’s Tale … ma anche The Bunting Song… ma anche il primo singolo, Herculean …insomma, tutte!

Per farla corta, per farla breve, “The Good, The Bad & The Queen” è un album che non dovrebbe scontentare nessun vero fan dei Clash, specie se ammiratore come me dell’era “Sandinista!“. A me è piaciuto. E tanto.

– Matteo Aceto

Autore: Matteo Aceto

Quarantenne, lettore onnivoro, cinefilo selettivo, ancora compro dischi.

6 pensieri riguardo “The Good, The Bad & The Queen, 2007”

  1. Vedi caro Mat, perchè rimpiango il vinile? Perchè una copertina bella come questa, sul CD perde!! Insomma, in vita mia ho comprato dischi a scatola chiusa, solo perchè la copertina m'aveva stregato. Ho conosciuto così i Jethro Tull…innamorandomi della copertina di Aqualung!!!
    E se 18 anni fa, sfogliando dischi nello scaffale del mio negozio di fiducia, avessi visto questa copertina, mi sarei fidato. Così…faccio finta che nulla è cambiato…e seguo il tuo consiglio, fidandomi del mio antico istinto. Ti farò sapere.
    A presto…

  2. Ciao ragazzi, sono contento d'aver stuzzicato la vostra curiosità, così come Antonio stuzzicò la mia. Datevi tempo nell'ascoltarvi questo disco… l'ascolto dovrebbe farsi più interessante di volta in volta.
    Ciò che dice Donnigio, inoltre, è verissimo: a volte è la stessa copertina che ci fa immaginare tutto un mondo sonoro e quelle degli LP sono tutta un'altra cosa rispetto alle misere dimensioni dei booklet presenti su CD. Per fortuna, almeno dalle mie parti ma credo anche dalle vostre, le rivendite stanno rilanciando numerose ristampe in vinile. Costano un po' ma, se la copertina è bella e la musica è stupenda… beh, credo che una ventina di euro sia una cifra spesa bene.

  3. Da grande fan dei Blur e dell'eclettismo e sensibilità musicale di Albarn, mi sto approcciando volentieri a questo suo progetto, così come a quello che lo vede coinvolto in un gruppo con Flea degli RHCP.

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