Anton Corbijn, “Control”, 2007

anton-corbijn-controlFinalmente ieri sera ho visto “Control”, l’atteso film di Anton Corbijn sulla vita di Ian Curtis, il tormentato leader dei Joy Division morto suicida nel 1980. Film che è uscito nelle sale sul finire del 2007, che sta continuando ad aggiudicarsi premi e riconoscimenti ma che da noi, nella come-al-solito-arretrata-Italia, non è nemmeno stato distribuito. Me lo disse un negoziante di dischi in tempi non sospetti, ‘a Mattè, l’Italia è l’Africa dell’Europa!’. E come dargli torto? Ma vabbé, polemiche a parte, passiamo al film.

Un mio amico smanettone s’è scaricato “Control” nelle settimane scorse, dopodiché mio fratello s’è fatto fare una copia in divuddì, copia che ieri sera, per l’appunto, è finita nel mio vecchio caro portatile. E così, imbacuccatissimo a letto per via dell’influenza che mi ha tormentato in questi ultimi giorni, mi sono sparato questo film tutto d’un fiato, nella versione originale, senza sottotitoli.

E’ un film magistralmente girato in bianco e nero, dove lo stile del regista, Anton Corbijn – uno dei più acclamati fotografi/scenografi rock (io ho imparato ad apprezzarlo negli anni per le sue tante collaborazioni coi Depeche Mode) – è perfettamente riconoscibile. Le ambientazioni – ovvero Manchester & sobborghi fra il 1973 e il 1980 – sono ben fatte, un po’ meno i costumi, soprattutto per quanto riguarda l’attore che impersona Peter Hook, il bassista dei Joy Division, che pare vestire come se fosse una delle solite band fintopunk di derivazione Green Day. Ma a proposito di attori, è stato veramente bravissimo il giovane Sam Riley, quello che impersona lo stesso Ian Curtis, bravissimo nell’interpretarlo in tutti i mutevoli stati emotivi dell’angustiato cantante, dalla presenza sul palco con la band alle improvvise crisi epilettiche, passando per gli sconfortanti momenti di solitudine. Per giunta gli somiglia pure fisicamente! Altrettanto bravissima – e in questo caso me l’aspettavo perché ho avuto modo d’apprezzarla in altri film – è Samantha Morton, che qui interpreta Deborah Curtis, la moglie di Ian, autrice del libro biografico “Touching From A Distance” dal quale Corbijn ha poi tratto la storia del film (per la gioia dei fan joydivisioniani questo libro è stato tradotto anche in italiano… almeno quello ce lo siamo cagati…). Incredibilmente somigliante all’originale è anche l’attore che interpreta Bernard Sumner, il chitarrista dei Joy Division, in seguito nei New Order con gli stessi Peter Hook e Stephen Morris. Ecco, l’attore che impersona quest’ultimo, il batterista del gruppo, è quello meno caratterizzato nel film, ma c’è da dire che gli stessi New Order sono (stati) persone molto poco appariscenti, per cui forse Corbijn non è riuscito a cavare molto dalla collaborazione effettiva della band (che ha anche composto dei brevi interludi strumentali come colonna sonora) e della stessa vedova Curtis.

La poca caratterizzazione dei personaggi è per me il vero punto debole di “Control”, film che gioca più sulle sensazioni scaturite dalle immagini (e il bianco & nero scelto per la pellicola è azzeccatissimo) che sulla psicologia dei protagonisti, per quanto (e lo ripeto) i due attori principali – la Morton e Riley – sono stati bravissimi. Un altro punto debole di “Control” è la lentezza della storia: mi aspettavo più dinamismo, confesso che a tratti la visione del film mi ha annoiato.

Altra cosa che mi ha convinto a metà è stata la colonna sonora: ottimo David Bowie – lo si ascolta un sacco nella prima parte del film e lo si vede molto come poster & ritagli & dischi nella cameretta di Ian – ma veramente non ho capito perché soltanto due sono le canzoni originali dei Joy Division che si ascoltano nel film, vale a dire le pur splendide Love Will Tear Us Apart e Atmosphere. Le altre sono infatti eseguite dagli stessi attori che interpretano i Joy Division: sono stati bravi anche in questo caso, per carità, ma io ho visto questo film principalmente per sentirmi i pezzi originali dei miei amati Joy Division! Eccheccazzo!

Però, tutto sommato, ammetto che è stato piacevole vedere la storia di Ian Curtis e dei Joy Division in forma di film e mi dispiace davvero che “Control” non sia uscito nel circuito cinematografico italiano.

Ah, ultima cosa, mi sono emozionato quando scorrevano i titoli di coda (con Shadowplay rifatta dai Killers e non nella versione originale, sgrunt, ma lasciamo perdere…) e fra i ringraziamenti il buon Anton ha incluso Martin L. Gore dei Depeche Mode. Gli amici non si dimenticano mai.

Autore: Matteo Aceto

Quarantenne, lettore onnivoro, cinefilo selettivo, ancora compro dischi.

21 pensieri riguardo “Anton Corbijn, “Control”, 2007”

  1. Non trovo le parole per dirti che STO A ROSICA'…..
    cazzo che voglia di vederlo!!! Io mi accontento di vedere quei pochi video dei Joy Division che mi sono scaricato da youtube…nell'attesa che qualche santo decida di distribuirlo anche qui da noi, in Africa!!!! E resto incantato, ad osservare gli occhi di Ian, così sofferenti…e i suoi gesti convulsi…
    La mia adolescenza è piena della sua voce.
    Ma cambiamo argomento…
    ieri al cinema ho visto INTO THE WILD…e stamattina ho comprato il CD della colonna sonora, scritta da Eddie Vedder…che è uno dei pochi musicisti rock della nuova generazione ( di quelli emersi negli anni novanta) che stimo e adoro!!! Un capolavoro!!!!!!!!!!

    A presto Mat…

  2. ragazzi questo film fara la fine di un'altro simile:
    24 Hour Party People
    praticamente la storia di Tony Wilson
    il grande boss della Factory, di come ha fondato l'etichetta dopo l'avvento del punk dei suoi gruppi, Joy Division in primi,s e racconta la storia della Manchester anni ottanta della sua discoteca più famosa, Hacienda, e dei gruppi che ci suonavano come new order ed happy mondays.
    è uscito 6 anni fa ma non è mai stato distribuito in italia credo
    visto che in videoteca non sanno meanche che esiste 😦
    il trailer
    http://it.youtube.com/watch?v=A1Qz2x94q6A&feature=related

  3. Lois e Donnigio,
    non serve rosicare, sono certo che più in là “Control” uscirà abbinato a 10 euro con qualche rivista rock.

    Marina,
    non sapevo che ti potessero interessare anche i Joy Division… bene, bene!

    Liar,
    è vero, ho dimenticato di citare quel film! Narra la vicenda della Factory Records e di tutta la cosiddetta scena “Madchester”… purtroppo non l'ho ancora visto. Se non erro qualche anno fa uscì in abbinameto a L'Espresso/La Repubblica… riuscii comunque a perdermelo… così come il “Pompeo” di Andrea Pazienza.

    Ciao a tutti, grazie ancora una volta per essere passati!
    🙂

  4. ciao Mat! immaginavo che prima o poi ti saresti concesso la visione di 'Control';-). L'ho visto anch'io e l'ho adorato (naturalmente in lingua originale: è in circolazione anche una versione sottotitolata in italiano, ma è fatta coi piedi).
    Personalmente ho apprezzato il fatto che la band composta dagli attori avesse suonato la maggior parte dei pezzi… questione di punti di vista.
    Come dici giustamente, l'attore protagonista è impressionanate… deve aver passato ore a studiare i nastri delle esibizioni dei veri Joy 🙂

  5. Essì, Slovo caro, avrei voluto tanto vederlo al cinema: mio fratello & io ci rimanemmo malissimo quando “Control” non venne distribuito da noi in Afr…ehm, in Italia!
    Riley è stato davvero incredibile, si è calato nella parte magnificamente. C'è però un aspetto inquietante della vicenda che non è stato trattato nel film: il libro di Deborah Curtis, che lessi qualche anno fa, parlava di come Ian fosse ossessionato dall'idea di morire da giovane, per poi essere ricordato per sempre come uno dei tanti martiri del rock.

  6. è triste doverlo ammettere ma l'Afritalia è affetta da una subcultura musicale diffusa, la stessa che porta a considerare (es.)Ligabue un grande rocker…
    chi distribuisce film lo fa in funzione di un aspettativa di pubblico. Nel caso di 'Control' sapevano benissimo che a vederlo saremmo stati i soliti 4 str**i, meglio non rischiare il buco. E chissene di cultura e qualità 😦

  7. LO VOGLIO LO VOGLIO LO VOGLIO!!!
    Corbijn è un grande e già lo avevo detto!! provvederò al più presto per averlo!!
    Però io un punto ai Killers lo darei..dai, son bravini!!!
    (ma..l'ammoremio Martin ha contribuito al film in qualche modo o sta lì solo in qualità di amicone di Corbijn!?)

  8. Slovo,
    non so se sia un caso, ma nelle ultime settimane ho letto diversi contributi proprio sulla mancanza di una vera cultura musicale in Italia, una cultura sulla musica popolare, perché per quanto riguarda la musica cosiddetta colta (classica, lirica, opera, ecc) l'Italia ha una grande tradizione. E' un argomento che potremmo approfondire in qualcuno dei nostri post futuri.

    Nightnurse,
    essì, devi proprio vederlo! Non ce l'ho coi Killers è che… ma loro che c'entrano???. Non so se Martin abbia contribuito con qualche idea, magari ha aiutato Anton a finanziare il film. Se potessi intervistarlo glielo chiederei!
    🙂

    Ciao amici, a presto!

  9. I Joy Division sono un'altra delle band che NON ascoltavo negli anni ottanta e che finirò per apprezzare, grazie ai tuoi consigli 🙂

  10. Se ti può interessare, Eternauta caro, in concomitanza con l'uscita di “Control” sono stati ripubblicati i tre album dei JD, ovvero “Unknown Pleasures” (1979), “Closer” (1980, uscito postumo) e “Still” (1981, con inediti in studio e dal vivo) ognuno con disco aggiuntivo di performance live inedite. Il prezzo si aggira sui 20 euro a titolo ma non so se sono lavori ben fatti: volevo prenderli ma in fondo mi accontento alla grande del cofanetto “Heart And Soul”, edito nell'ormai lontano 1997. Però dovrebbe essere ancora sul mercato. Ciao!
    🙂

  11. visto ieri sera Mat,finalmente! direi che concordo su tutta la linea con la tua recensione.
    Forse è un film un pò troppo melò, troppo melodramma romantico, avrei solo voluto che si sinsistesse un pò di più su “travaglio” di ian.
    ecco.
    non un gran film,ma ascolto joy divissiona a palla adesso.
    🙂

  12. Era doppiato in italiano.
    Per quanto riguarda la scelta di far suonare gli attori per me e' azzeccatissima. Se voglio ascoltare i Joy mi metto i loro cd, non devo andare al cinema per sentire i loro brani con gli attori che ci cantano sopra. I Joy sono i Joy.

  13. Appunto, DeepCri: dato che si tratta d'un film sui Joy Division, fatemi sentire i pezzi originali! Che diavolo c'entrano i Killers & compagnia bella?! Comunque grazie della visita e… dell'informazione.
    😉

  14. Finalmente e' uscito in dvd. Versione a 2 dischi con scene inedite e interviste anche a Cobjin. Lo potete trovare da Fnac a 12 euro circa. Hanno fatto una versione solo per Fnac.
    Uscira' anche in edizione a un disco su Repubblica.
    Comunque Mat….sono d'accordo sul sentire loro…i veri Joy, ma il fatto che abbiano fatto un film “degno” e' gia' una bella cosa. Gli attori poi, si sono sbattuti (lo vedi nelle interviste sul dvd) per imparare ad interpretare i brani dei Joy. Anche il protagonista rende (secondo me) al meglio il personaggio di Ian Curtis.

  15. Sì, Sam Riley è stato incredibilmente bravo, e somiglia pure allo sfortunato Ian!
    Ciao amico, grazie mille dei tuoi commenti, cercherò di rispondere a tutti loro.
    🙂

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