Public Image Ltd., “Flowers Of Romance”, 1981

pil-flowers-of-romance-immagine-pubblica-blogAssieme a “First Issue” e al celeberrimo “Metal Box”, con “Flowers Of Romance” i Public Image Ltd. realizzarono una trilogia di album dark-punk davvero innovativa, anticonformista e totalmente anticommerciale. Il tutto fu una delle vette più alte di quella new wave inglese che gli stessi PiL avevano contribuito a far nascere.

“Flowers Of Romance” – che prende il nome da una fantomatica banda punk nella quale, fra il 1976 e il ’77, avevano militato Sid Vicious e lo stesso Keith Levene – fu al contempo un punto d’arrivo e un punto di partenza nella storia dei PiL: primo album senza il fantasioso Jah Wobble (il bassista lasciò il gruppo nell’estate 1980), che tanto aveva contribuito alla definizione del sound di questo gruppo, e ultimo realizzato con Keith Levene nei ranghi. E così – con un Martin Atkins che suona la batteria in soli tre brani (Four Enclosed Walls, Under The House e Banging The Door) in quanto preferiva dedicarsi maggiormente ai suoi Brian Brain – tutto il resto è stato eseguito dai soli John Lydon e Keith Levene. E che resto! Non solo quel genio incompreso di Levene mollò la chitarra per passare alla batteria, alle percussioni e a tutto quello che gli capitava a tiro per creare effetti sonori d’ogni sorta, ma lo stesso Lydon abbracciò per la prima volta degli strumenti che non aveva mai toccato prima, come il violino e il sax.

Registrato nell’autunno 1980, “Flowers Of Romance” venne pubblicato solo nell’aprile seguente, dato che la casa discografica lo riteneva troppo poco appetibile commercialmente: ironia della sorte, il disco si piazzò all’undicesimo posto della classifica inglese, risultato migliore per un album dei PiL. In effetti è un album dal suono inconsueto, molto distante dai precedenti “First Issue” e “Metal Box”, peraltro non facili anche quelli: la struttura delle nove canzoni incluse è alquanto scarna e basata sulla batteria e le percussioni come strumenti portanti. Insomma, ciò che maggiormente viene esaltato in “Flowers Of Romance” sono la voce di John Lydon (più irrequieta & inquietante che mai) e i tamburi. Il risultato è inevitabilmente tribale, con alcuni richiami alle atmosfere mediorientali… un disco unico nel suo genere, penso che fu uno shock quando uscì, nel lontano 1981.

Questa la scaletta: 1) Four Enclosed Walls / 2) Track 8 / 3) Phenagen / Flowers Of Romance (pubblicata come singolo apripista, in forma di leggero remix) / 5) Under The House / 6) Hymie’s Him (strumentale) / 7) Banging The Door / 8) Go Back / 9) Francis Massacre.

La mia edizione in ciddì del 1990 include tre brani in più: 10) Flowers Of Romance (Instrumental) / 11) Home Is Where The Heart Is / 12) Another.

Durante le sedute d’incisione di “Flowers Of Romance” vennero messi su nastro almeno altri tre brani: Vampire, Woodnymphs e 1981. I primi due restano tuttora inediti mentre il terzo è stato inserito sull’album successivo dei PiL, “This Is What You Want…” (1984), seguito naturale di “Flowers Of Romance” che, molto probabilmente, verrà trattato la prossima volta che in questo blog si tornerà a parlare dei PiL.

Infine, qualche considerazione sulla copertina: ritrae un’affascinante (ma anche un po’ minacciosa) Jeannette Lee, una componente dei PiL che appariva solo nelle attività promozionali del gruppo o legate a certi aspetti manageriali. – Matteo Aceto

Autore: Matteo Aceto

Quarantenne, lettore onnivoro, cinefilo selettivo, ancora compro dischi.

11 pensieri riguardo “Public Image Ltd., “Flowers Of Romance”, 1981”

  1. un gruppo assolutamente originale … fuori dagli schemi … il desiderio di Lyndon di lasciarsi Rotten alle spalle … i Can … il dub … le droghe … come dire se non si osa così? 😀

    Bravo Mat

  2. diavolo d'un Keith Levene… peccato che la scena musicale non gli abbia mai dedicato i riscontri che meritava. Divertente l'aneddoto sull'ennesima cantonata degli “esperti” dell'industria discografica. 😎
    Come spesso accade, alla lettura di una tua recensione consegue la riscoperta di un disco accantonato da troppo tempo. Continua così 😉 ciao Mat!

  3. Ben detto, vecchio mio: il nome di Keith Levene dovrebbe stare sui libri di storia (della musica leggera). Comunque sono contento d'averti fatto riscoprire questo gran disco. Ciao Slovo, a presto!

  4. Grazie Mat, anche i PIL per me sono un gruppo conosciuto di fama, ma sconosciuto ad un ascolto approfondito.
    Prendo spunto dal tuo post per provare a rimediare almeno il cd che hai recensito.
    Grazie, silvano.

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