Diamo un voto ai dischi dei Pink Floyd

pink-floyd-classifica-immagine-pubblica-blogSul bel blog dell’amico Silvano ho trovato – QUI – un interessante sondaggio sui Pink Floyd: si tratta di dare un voto da 1 a 10 per ogni album da studio e dal vivo pubblicato ufficialmente dal celeberrimo gruppo inglese fra il 1967 e il 2000 (sono escluse le raccolte e la colonna sonora del film “Zabriskie Point”). Il post di Silvano ha risvegliato la mia voglia di parlare di musica e così, invece di lasciare un semplice commento, ho pensato di provare a dire la mia con questo post. Premetto che da sempre i Pink Floyd sono uno dei miei gruppi preferiti, perciò è difficile da parte mia dare giudizi spassionati sui loro dischi: come per la lista delle canzoni dei Beatles, non sono sempre sicurissimo delle mie valutazioni. Questo post è un modo, più che altro, di fissare certi punti e di tentare di razionalizzare (anche col vostro aiuto, se vorrete) certe preferenze. Tutti i dischi sono presentati di seguito in rigoroso ordine cronologico.

“The Piper At The Gates Of Dawn” (1967)
Brani celebri: Astronomy Domine, Interstellar Overdrive
Formazione: Syd Barrett, Nick Mason, Roger Waters, Richard Wright
Matvoto: un lavoro segnato dallo stile di Syd, diverso da tutto ciò che i nostri hanno realizzato in seguito (ma anche diverso dal materiale solista barrettiano). Un debutto coi fiocchi in piena era psichedelica, fra tanti altri eccitanti debutti discografici. 8/10.

“A Saucerful Of Secrets” (1968)
Brani celebri: Set The Controls For The Heart Of The Sun, A Saucerful Of Secrets
Formazione: Syd Barrett, David Gilmour, Nick Mason, Roger Waters, Richard Wright
Matvoto: un album di transizione, con Syd presente solo in alcuni brani e Dave non ancora ben integrato nel gruppo. Non mancano però le belle canzoni. 7/10

“Music From The Film More” (1969)
Brani celebri: Green Is The Colour, The Nile Song
Formazione: David Gilmour, Nick Mason, Roger Waters, Richard Wright
Matvoto: colonna sonora d’un oscuro film psichedelico, interessante per certe anticipazioni sulla musica futura della band. Tuttavia non risulta un ascolto particolarmente esaltante. 6/10

“Ummagumma” (1969)
Brani celebri: Grantchester Meadows, Sysyphus, più selezione dal vivo
Formazione: David Gilmour, Nick Mason, Roger Waters, Richard Wright
Matvoto: il primo doppio album dei Pink Floyd, un elleppì di materiale dal vivo e un elleppì con inediti da studio. Tanto bello il primo disco quanto discutibile il secondo (non ho mai capito se sia una genialata o una porcheria, mi piacerebbe dedicargli un post prima o poi). Nel dubbio, complessivamente… 7/10.

“Atom Heart Mother” (1970)
Brani celebri: Atom Heart Mother, If
Formazione: David Gilmour, Nick Mason, Roger Waters, Richard Wright
Matvoto: il primo grande capolavoro floydiano. Ne ho ampiamente parlato in un post. 10/10.

“Meddle” (1971)
Brani celebri: One Of These Days, Echoes
Formazione: David Gilmour, Nick Mason, Roger Waters, Richard Wright
Matovoto: contiene alcuni degli episodi più salienti della discografia floydiana ma le buone idee non sono equamente ripartite fra le canzoni. 8/10.

“Obscured By Clouds” (1972)
Brani celebri: Free Four, Stay
Formazione: David Gilmour, Nick Mason, Roger Waters, Richard Wright
Matvoto: colonna sonora del film “La Vallée”, seguito filmico di “More”. Un lavoro deboluccio, eppure anticipatore anch’esso dei futuri percorsi floydiani. 5/10.

“Dark Side Of The Moon” (1973)
Brani celebri: Money, Time, Breathe, The Great Gig In The Sky, Us And Them
Formazione: David Gilmour, Nick Mason, Roger Waters, Richard Wright
Matvoto: anche in questo caso ne ho già parlato. Un capolavoro, senza dubbio. Il mio voto non è il massimo solo perché – secondo me – pecca un po’ d’artificiosità. 9/10.

“Wish You Were Here” (1975)
Brani celebri: Shine On You Crazy Diamond, Wish You Were Here
Formazione: David Gilmour, Nick Mason, Roger Waters, Richard Wright
Matvoto: ho già parlato anche di quest’altro capolavoro. 10/10.

“Animals” (1977)
Brani celebri: Sheep, Dogs
Formazione: David Gilmour, Nick Mason, Roger Waters, Richard Wright
Matvoto: un ottimo album che ha avuto la sfortuna, se così si può dire, di essere stato pubblicato fra due capolavori più grandi di esso. Cercherò di parlarne più dettagliatamente in futuro. 8/10

“The Wall” (1979)
Brani celebri: Another Brick In The Wall, Comfortably Numb, Run Like Hell, Mother
Formazione: David Gilmour, Nick Mason, Roger Waters, Richard Wright
Matvoto: se mi costringessero a valutare una sola opera dei Pink Floyd col termine di capolavoro non avrei dubbi: è questo. 10/10.

“The Final Cut” (1983)
Brani celebri: Not Now John, The Final Cut, The Gunner’s Dream
Formazione: David Gilmour, Nick Mason, Roger Waters
Matvoto: un album sottovalutato (perché molto più watersiano che floydiano… e non mi sembra manco questo gran difetto…), in realtà uno dei dischi più belli, potenti e toccanti e io possa vantare nella mia collezione di dischi. Ne parlerò più dettagliatamente in futuro. 9/10

“A Momentary Lapse Of Reason” (1987)
Brani celebri: Learning To Fly, On The Turning Away
Formazione: David Gilmour, Nick Mason, Richard Wright
Matvoto: il primo capitolo della storia floydiana del post-Waters. Ne ho già parlato. 7/10

“Delicate Sound Of Thunder” (1988)
Brani celebri: selezione dal vivo
Formazione: David Gilmour, Nick Mason, Richard Wright
Matvoto: primo vero album dal vivo nella discografia floydiana (ma Roger non c’è più e si sente). Preso per quello che è, questo live doppio non è certamente cattivo però, nella grande discografia del gruppo, è totalmente trascurabile. 6/10

“The Division Bell” (1994)
Brani celebri: High Hopes, Keep Talking, Coming Back To Life
Formazione: David Gilmour, Nick Mason, Richard Wright
Matvoto: un disco di alto livello del quale, anche in questo caso, ci siamo già occupati. 8/10.

“Pulse” (1995)
Brani celebri: selezione dal vivo
Formazione: David Gilmour, Nick Mason, Richard Wright
Matvoto: eccellente sintesi dal vivo del tour floydiano da supporto a “The Division Bell”. Ottima l’idea d’includere l’esecuzione integrale di “Dark Side Of The Moon” che la band effettuava in quei concerti. 8/10

“Is There Anybody Out There?: The Wall Live 1980-1981” (2000)
Brani celebri: selezione dal vivo
Formazione: David Gilmour, Nick Mason, Roger Waters, Richard Wright
Matvoto: un doppio ciddì da urlo, ampiamente discusso qualche tempo fa. 10/10.

– Mat

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Autore: Matteo Aceto

Nato negli anni Settanta, abruzzese con un pezzetto di cuore lasciato a New York, marito, papà, impiegato, tifoso della Ferrari, nostalgico di Schumi e dei vecchi campioni del pugilato, lettore avido ma distratto, cinefilo che rivede sempre gli stessi film, compratore assiduo di dischi.

20 thoughts on “Diamo un voto ai dischi dei Pink Floyd”

  1. Giudizi molto condivisibili. Riguardo Atom heart mother, sarebbe stato un 10 anche per me tenendo conto solo della facciata A. I miei preferiti sono nell'ordine:
    1) The dark side of the moon 10
    2) Wish you were here 9/10
    3)The Wall – Meddle – Atom hearth mother 9

    The great gig in the sky il mio brano preferito di sempre.
    Ciao Mat

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  2. Silvano,
    un solo 5 a testa per noi due: come si fa ad essere cattivi coi Pink Floyd?! 😉 Comunque, “Momentary Lapse” è un album che col tempo ho rivalutato (cinque o sei anni fa l'avrei invece stroncato).

    Lucien,
    in effetti… quella suite è grandiosa, la prima volta che l'ho sentita sono rimasto incantato. Bisogna riconoscere il ruolo di Ron Geesin, il musicista che ha curato tutta la parte orchestrale e corale.

    Ciao amici, a presto! 🙂

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  3. A me piacciono molto i primi dischi, soprattutto “Relics” e “Ummagumma”.
    Ho sempre trovato poco interessanti (metto una pausa onde evitare scomuniche!) gli lp da “The dark side of the moon” (compreso) in avanti. So che sono in pochi a pensarla così…

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  4. Ciao Giuliano, mi fa piacere che sei passato a trovarmi anche qui! Il tuo giudizio non mi sorprende: per molti appassionati della primora, i veri Pink Floyd sono quelli pre-Dark Side (del resto, lo stesso Waters ammise che lo straripante successo di quell'album fu l'inizio d'un processo che portò il gruppo a sfasciarsi al termine del decennio). Pensa che la madre d'un mio compagno delle superiori diceva che i Pink Floyd erano finiti con l'uscita di scena di Syd Barrett!

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  5. Addirittura, Empedocle! In effetti conosco diverse persone che hanno “Ummagumma” nelle loro collezioni di dischi ma non hanno, ad esempio, “Wish You Were Here” e “The Wall”. Qualcosa avrà pur significato questo astruso disco psichedelico… vedrò di dedicargli un post più in là. Ciao!

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  6. a dire il vero i dischi dei Pink li ho tutti fino a The Wall sia in cd che in vinile .. dopo non ho più comprato nulla ma Ummagumma .. che disco! L'ultimo in cui hanno lavorato tutti assieme… poi Waters ha cominciato a eccedere… 😀

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  7. Però credo che senza il talento di Roger Waters i Pink Floyd si sarebbero fermati molto prima o perlomeno non avrebbero detto coi loro dischi tutto quello che hanno effettivamente detto. Credo che se c'è stato un solo genio in seno alla band quel genio è il diabolico bassista! 😉

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  8. Il discorso di Roger Waters e dei suoi eccessi è in parte vero. Però un genio rimane pur sempre un genio e senza di lui niente Dark, niente Wish e niente The Wall, per non parlare di Animals e The Final Cut.
    A proposito di Waters e di Ummagumma, ebbe a dichiarare, seguito poi anche da Wright, che nei primi album paradossalmente erano così creativi perchè nessuno di loro sapeva veramente suonare uno strumento. Poi mi sembra abbiano imparato discretamente.
    😉
    ciao, silvano.

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  9. Caro Mat,
    personalmente non posso che dare 10 a “Dark Side”, non per una valutazione qualitativa, ma per una questione affettiva……si tratta di uno di quei dischi (cinque, sei, forse dieci), che nel corso degli anni si sono insinuati nel mio DNA, dischi dei quali conosco ogni nota, ogni passaggio, ogni attacco vocale, ogni entrata di qualunque strumento, dischi dei quali mi basta ascoltare 5 secondi a caso per riconoscerne immediatamente qualsiasi brano……sono i dischi della mia adolescenza, quando con la paghetta compravo un lp a settimana, e quell’album diventava la colonna sonora delle mie giornate……..dischi che giravano ore ed ore senza soluzione di continuità sullo stereo di Selezione (qualcuno se lo ricorda? “Sentirete la pallina di celluloide rimbalzare alternativamente a destra ed a sinistra…”. Mitico!!), che hanno scandito gli anni più belli della mia vita, e che hanno lasciato un’imprinting nell’anima e nella testa che ha orientato le mie scelte ed i miei gusti musicali negli anni a venire………forse, con il senno di poi, dopo avere incrociato decine di migliaia di ascolti di opere dei generi più diversi e distanti tra loro, non giudico più questa manciata di album come i migliori in assoluto, ma senza dubbio i più importanti per la mia formazione musicale, e per questo non mi abbandoneranno ne li abbandonerò mai, anche se praticamente non li ascolto pìù da tanti (troppi??) anni…………
    Ciao
    Hermitage

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  10. Ciao Hermitage, bentornato! Molto bello il tuo commento, mi piace leggere queste storie dove ai ricordi personali sono indissolubilmente legati certi dischi. I Pink Floyd sono stati uno dei pochi gruppi pop-rock che abbiano contato davvero qualcosa, uno di quelli che hanno contribuito a definire l'arte del Novecento… e, evidentemente, a migliorare le nostre vite.

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  11. Sut tutti “The Wall” e Dark side of the moon” 😉
    I Pink psicadelici non li amo molto, non essendo un gran cultore di quel genere, preferisco tra virgolette i Pink piu commerciali!
    Ciao Mat, come sempre complimenti per il post. 😉

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  12. …il mio disco preferito dei Pink è e sarà sempre Atom heart mother!! Non solo per l'ipnotico lato A..ma anche e soprattutto per la mia canzone preferita, contenuta appunto in questo disco, che è SUMMER 68!!! Sono poi sempre stato un sostenitore di A momentary lapse of reason, al quale non do meno di 9… (è stato il primo disco che ho ascoltato e comprato dei Floyd, l'anno in cui è uscito)
    Così come Final Cut.. resta il lavoro che apprezzo di meno!!! 6

    Per il resto, condivido tutto!!!

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  13. Namor,
    beh, sì, quelli sono molto più accessibili dei dischi del periodo 1967-72. Per quanto mi riguarda, ho imparato ad apprezzare la psichedelia proprio grazie ai Pink Floyd.

    Donnigio,
    l'ho sempre pensato: “Atom Heart Mother” è il primo vero capolavoro floydiano. Immancabile nelle discografie degli appassionati! L'album dell'87 è per me un episodio minore ma rispetto le questioni affettive… sono quelle che più ci fanno innamorare di certa musica e certi suoni.

    Ciao a tutti, ho gradito molto questi vostri commenti. Alla prossima! 🙂

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  14. Caspita, Marco, odi molto “Ummagumma”! Mi pare un po' troppo scontato dare il massimo dei voti a “Dark Side”: con tutte quelle voci femminili, i sassofoni, le melodie ruffiane e la cura perfettina dei suoni ad opera di Alan Parsons… a volte non mi sembra nemmeno un disco dei Pink Floyd. ;D

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