Visioni felliniane

Fra il 2007 e il 2008 ho avuto l’impulso definitivo nell’accogliere a braccia aperte la musica di Miles Davis, dopo alcuni anni di lento ma inesorabile avvicinamento alla sua arte e alla sua figura. Per me Miles Davis è l’artefice della musica più visionaria & straordinaria che io abbia mai avuto il piacere di sentire. Probabilmente non è affatto per caso che di lì a poco ho provato il bisogno d’un altro grande artista del Novecento, altrettanto visionario & straordinario, che potesse accontentare anche i miei occhi: Federico Fellini. Tralasciando per il momento Miles – del quale mi sono già occupato qui ma sempre del quale mi piacerebbe rioccuparmene a breve – passo così a Federico, o meglio alle mie visioni dei suoi film.

La prima opera felliniana che ho visto è stata “La Dolce Vita”, su videocassetta originale prestatami da uno zio, ai tempi dell’università: m’ero stufato di ascoltare studenti – o presunti tali – che parlavano solo di telefilm e di reality show, e così iniziai spesso a fare tuffi nel passato, perché sapevo che per quanto riguardava l’arte e lo spettacolo il passato era stato ben più glorioso. Qualche tempo dopo ebbi il grande piacere di guardare “8 1/2” in tivù: purtroppo il film veniva proiettato in terza (o forse quarta…) serata, ma lasciamo perdere (per ora) il discorso complesso sulla cattiva televisione. Un altro grande passo lo feci uno o due anni dopo, quando mi decisi a comprare a scatola chiusa “Amarcord”, il solo divuddì felliniano che trovavo di frequente nelle rivendite (e soprattutto al prezzo ragionevolissimo dei dieci euro). Finché, come detto sopra, è definitivamente esplosa la mia manìa per i film di Fellini, per cui mi sono proposto di vedermeli tutti, prima o poi, senza fretta ma inesorabilmente. E di comprarmeli tutti, originali, si capisce, man mano che il mio portafogli me lo potrà permettere & il mercato mi garantirà la reperibilità dei titoli.

Quel che segue è l’elenco in ordine cronologico dei film di Federico Fellini (come regista) che ad oggi ho avuto l’immenso piacere di vedere.

  • “I Vitelloni” (1953): un vero classico del cinema italiano, con un titolo mutuato direttamente da un’espressione abruzzese utilizzata da Ennio Flaiano, all’epoca assiduo collaboratore del nostro in veste di sceneggiatore e soggettista. Un film dalle tematiche ancora attualissime e nel quale mi sono riconosciuto non poco.
  • “La Strada” (1954): un film che ha valso a Fellini il primo Oscar della sua straordinaria carriera cinematografica. E’ un film molto profondo e toccante, con una Giulietta Masina – moglie del regista – veramente da applausi.
  • “La Dolce Vita” (1960): un film superbamente attuale, un vero pezzo di storia del cinema, uno di quei film entrati nell’immaginario collettivo, tanto che l’espressione dolce vita è usata così com’è in tutto il mondo.
  • “8 1/2” (1963): secondo molti critici è questo il vero capolavoro felliniano (e io, nel mio piccolo, sono d’accordo). Non vorrei dilungarmi molto su questo filmone in cui vi ho trovato praticamente TUTTO e al quale mi piacerebbe dedicare un post più in là.
  • “Roma” (1972): qui Fellini mostra i suoi sentimenti, i suoi ricordi e le sue impressioni sulla più bella città d’Italia, il tutto però – bisogna dirlo – nel rumore più completo, nella caciàra, come dicono i romani. E’ comunque un altro filmone che apprezzo un po’ di più ad ogni visione.
  • “Amarcord” (1973): altro bel filmone, un altro gran capolavoro del cinema, anch’esso premiato con l’Oscar come miglior film straniero (negli USA, ovvio). Anche di questo mi piacerebbe scrivere qualcosa in uno specifico post.
  • “Il Casanova” (1976): un gigantesco talento visionario alle prese con la vita pubblica & privata del latin lover per eccellenza.
  • “La Città Delle Donne” (1980): quel gigantesco talento visionario di cui sopra stavolta alle prese con l’universo femminile.
  • “E La Nave Va” (1983): una delle mie opere felliniane preferite, è un viaggio in nave al tempo della prima guerra mondiale che diventa metafora della vita (e della morte). Anche in questo caso mi piacerebbe parlarne in un post a parte.
  • “Ginger e Fred” (1985): forse l’ultimo grande film di Fellini. Il suo gigantesco talento visionario è qui alle prese con l’arrogante mediocrità della televisione. E anche in questo caso, ora che ci penso, vorrei approfondire il discorso con qualche altro post.

Prossimamente metterò le mani sul “Satyricon” (1969) ma, come detto, è mia intenzione vedermeli tutti, i film felliniani, prima o poi. Ciò che mi ha completamente conquistato di questi film è la loro forte personalità, o meglio, la forte personalità d’un artista come Fellini che riesce a destreggiarsi splendidamente in tutta la sua carica visionaria anche quando cambia soggettisti, sceneggiatori, produttori, tecnici, arredatori, attori protagonisti e quant’altro. Un po’ come ha fatto Miles Davis: ha collaborato con una miriade di altri giganti della musica, eppure Miles è Miles e i suoi dischi te lo fanno capire. E così Federico è Federico… e i suoi film te lo fanno capire.

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Autore: Matteo Aceto

Quarantenne, lettore onnivoro, cinefilo selettivo, ancora compro dischi.

9 pensieri riguardo “Visioni felliniane”

  1. Mio padre mi parlava sempre di “8 e 1/2” e sarebbe ora di dargli finalmente un'occhiata.
    Donald Sutherland che recita “Casanova” è uno dei più bei ricordi che ho legati al grande schermo.

  2. Ciao Mat, io vivo a Rimini e qui ogni occasione e buona per celebrarlo ammetto di non aver visto la dolce Vita (una delle mie lacune cinematografiche) ma ti segnalo Prova d'orchestra, del 79 se non sbaglio, ricordo anche che al liceo il mio prof d'taliano fan del maestro, ci fece vedere Roma ed AMarcord.

  3. Fa piacere ricevere i vostri commenti entusiastici su questo genio del cinema. In particolare, per Liar: bentornato, il film che mi segnali è un'altra delle mie prossime prede!

    Ciao a tutti. 🙂

  4. Ho rivisto recentemente Amarcord e mi ha ricordato la musica di Miles. Due artisti diversi, di due mondi diversi che amavano il colore in egual misura e lo sapevano raccontare.
    ciao, silvano.

  5. Credo di averli visti tutti. Gran parte dei quali, facenti parte del mio programma di studi… Non ci son parole per definire Fellini, ma è anche vero che se io gestissi il palinsesto tv… starei attento a mettere un suo film in prima e seconda serata. Ricordo che ad una proiezione gratis in piazza Maggiore (a bologna nell'estate del 2001) de LA DOLCE VITA, inizialmente non trovai una sedia libera e mi accontentai del marciapiedi… ma subito dopo mezz'ora di film, non solo mi sedetti comodamente, ma addirittura non avevo nessuno accanto… Per dirti che non è un regista facile…e che spesso la gente ha bisogno di semplice intrattenimento. Ovviamente, come ribadisco sempre, una bella via di mezzo!!! Perchè se poi in alternativa al genio di Fellini vi si piazza un reality, allora mi deprimo al pensiero.
    Chiudo parentesi palinsesto…
    Accostarsi alla filmografia di un grande regista è una delle esperienze che più m'hanno esaltato negli anni. E continuo a farlo con famelicità. Avendo ormai approfondito quasi tutti i “grandi” conosciuti… ora sono in fase “grandi” appena visibili!!! Nel caso specifico, mi sto “studiando” la filmografia di Kaurismaki…un maestro!!! Il suo modo di intendere il cinema è molto simile al mio (se fossi un regista, ovviamente ;-)))
    Chiudo quasta lunga commentata… aggiungendo che il mio film preferito del Fellini è LA DOLCE VITA… un film perfetto!!!!

  6. Silvano,
    in effetti una loro collaborazione sarebbe stata perfetta. Anche se poi, a pensarci bene, i loro caratteri avrebbero fatto a pugni. Chissà…

    Gianni,
    bella & indicativa, questa tua testimonianza. Vero, i film di Fellini non sono facili… me li sto godendo nel mio piccolo, da solo, (ri)vedendomeli quando ho voglia di farlo, staccando internet & spegnendo (ovviamente) lo stereo, senza pretesa alcuna. E' la mia fuga dalla realtà. 🙂

  7. carissimo Mat, questo post – unito a quello su Bocca vs Bono e a quello su John Coltrane testimoniano – non voglio sembrare paternalista – una evidente maturazione anche stilistica del tuo approccio alla musica e all'arte.

    Ciò detto, non aggiungo nulla a quanto hai scritto di Fellini, che ovviamente adoro (su Roma, fenomenale la scena della villa ritrovata durante gli scavi per il metrò, i cui affreschi scompaiono al contatto con il mondo di oggi…), tranne una piccola citazione. Non so se sia in Ginger e Fred o nella Voce della Luna, la scena del cameriere che va avanti e indietro dalla cucina portando piatti e ogni volta per aprire la porta tira una pedata ad un manifesto con Berlusconi. E' talmente liberatorio…

    Di Amarcord ho parlato anche io tempo fa, con conclusioni vicine alle tue… http://marckuck.wordpress.com/2008/10/12/un-genio-dentro-al-cesto/

    ciao, Marco

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