Altre brutte copertine di dischi

La musica di Miles Davis che più amo è quella che il grande trombettista americano ha inciso quando era sotto contratto con la Columbia (gli anni 1955-1985). La musica che successivamente ha inciso per conto della Warner Bros, nella fase finale della sua carriera, mi piace un po’ meno ma ancora meno mi piacciono i suoi anni pre-Columbia, per così dire, soprattutto quando incideva per la Prestige. E tra i motivi che mi tengono alla larga da quei dischi metto proprio le orride copertine che molto spesso ornavano i lavori comunque degni di nota di Davis. Eccone una selezione.

Miles Davis, Relaxin

“Relaxin’ With The Miles Davis Quintet” è una raccolta di materiale inciso nel 1956 e quindi pubblicato dalla Prestige nel 1958, quando Miles era già passato alla Columbia. Non discuto il contenuto dell’album, peraltro registrato dal nostro assieme a uno dei suoi gruppi migliori, ovvero quello con John Coltrane, Red Garland, Paul Chambers e Philly Joe Jones. Ma la copertina? Mi ha sempre raffreddato la voglia di ascoltarmi il disco, purtroppo.

Miles Davis, Collectors Items

E che dire di “Collectors’ Items”, inciso sempre in quel 1956 ma con tutt’altra formazione?

Miles Davis, Miles Davis And Horns

Anche se, per quanto mi riguarda, la copertina più brutta d’un disco di Miles Davis resta quella di “Miles Davis And Horns”, anch’essa del 1956. Certo che l’allora reparto grafico della Prestige era a dir poco originale.

Il mondo è comunque pieno di brutte copertine di dischi, e continuano a farne anche in tempi recenti. Vediamone qualcuna.

Ed Sheeran, X

Ecco l’album “X” (gruppo Warner, 2014) di Ed Sheeran, un cantante del quale oggi tutti sembrano proprio non poterne fare a meno, in particolare i programmisti radiofonici.

Katy Perry, Witness, 2017

Questa è invece la spaventosa copertina di “Witness”, l’ultimo album di Katy Perry, pubblicato dalla Capitol nel 2017. E pensare che sarebbe bastata una semplice foto alla stessa Perry per dare invece alle stampe una bella copertina.

Depeche Mode - Spirit

Ancora i Depeche Mode, con una brutta copertina tratta da quello che molto probabilmente è il loro album più brutto, il recente “Spirit” (Sony, 2017).

Lou Reed, Metallica, Lulu

E che dire poi dell’orrenda copertina di “Lulu”, una collaborazione del 2011 tra Lou Reed e i Metallica pubblicata dalla Warner nel 2011?

Ma in casa, oltre a “Spirit” dei Depeche Mode e ai dischi Prestige di Miles Davis ho anche i seguenti…

Prince, Rave Un2 The Joy Fantastic, 1999

Prince, “Joy Un2 The Joy Fantastic” (gruppo BMG, 1999), oltre a…

New Order Republic

New Order, “Republic” (gruppo Warner, 1993), oppure, per fare un esempio nostrano…

Mango, Visto Così

Mango, “Visto Così” (gruppo Warner anch’esso, 1999).

Beh, penso che per ora la nostra carrellata di brutte copertine possa bastare. Ovviamente tutto è discutibile, quello che non piace a me potrebbe benissimo rappresentare un capolavoro per qualcun altro. Col prossimo post torneremo a parlare di musica vera. Forse proprio d’un noto album di Miles Davis che in questi giorni sto riascoltando spesso & volentieri.

-Matteo Aceto

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Autore: Matteo Aceto

Quarantenne, lettore onnivoro, cinefilo selettivo, ancora compro dischi.

6 pensieri riguardo “Altre brutte copertine di dischi”

  1. il Miles Davis azzurro è probabilmente ispirato a Morandi (il pittore).
    Tra le copertine che ho in casa la più strana è quella di Bark dei Jefferson Airplane: un sacchetto della spesa, di carta, grande (due volte l’lp); la copertina di cartone è un pacchetto con un pesce – comperato al supermercato, suppongo. Dopo tanti anni non ho ancora capito se mi piace oppure no… Fa parte delle copertine (ma si può chiamarle soltanto copertine? ) che poi non sai bene come gestire, per esempio la prima del Banco del Mutuo Soccorso, o Thick as a brick dei Jethro Tull. Non so se siano mai state ristampate così come erano, so che alle varie fiere del disco sono cose ricercate. (Bark non è un gran che, come disco; però anche la plastica con cui è stampato è diversa dalle altre, più leggera e con odore come di liquirizia).

    1. Sul Morandi potrebbe darsi. Anche se lo stile della copertina del disco è ben peggiore. Accidenti, di Bark e della sua copertina non sapevo niente di niente! Davvero curiosa, e in effetti non si capisce se sia più o meno bella o brutta. Io me la terrei stretta, sicuramente ha il suo bel valore collezionistico, se il vinile è dell’epoca.

  2. Beh, sì, quello è un bel problema. In qualche modo mi hai fatto ricordare della caccia che anni fa dava un mio amico collezionista a una prima stampa del White Album dei Beatles. Era difficile trovare una copia del ’68 – l’anno di prima edizione di quel doppio disco, per l’appunto – che avesse ancora tutti gli inserti cartacei (poster, fotografie dei singoli membri del gruppo, eccetera). O che non fossero troppo spiegazzati/tagliuzzati.

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