The Beatles, i 20 migliori album da solista

the beatles 1969Mi sono accorto già da un bel po’ di ascoltare molto di più i Beatles come solisti che come gruppo. Certo, per me è sempre una gioia sentire dischi come “Abbey Road“, “Sgt. Pepper” o anche “Please Please Me” ma, quando ho voglia di Beatles, capita più spesso che io vada a risentirmi i vari album da solista dell’uno o dell’altro. Devo poi ammettere che alcuni di questi dischi in solitaria non hanno niente da invidiare alla produzione più blasonata dei Beatles in quanto tali. Inoltre, ho trovato molto di questo materiale ancora più interessante col passare del tempo.

In particolare, navigando a caso in alcuni siti di appassionati beatlesiani, mi sono recentemente imbattuto in un paio di simpatiche classifiche sui migliori (e i peggiori) dischi da solista dei componenti dei Beatles. In un caso ho individuato una interessante Top 10, in un altro c’era addirittura la classifica di tutti i dischi solistici dei Beatles, dal peggiore (in quel caso era “Ringo The 4th”, Ringo Starr, 1977) al migliore (sempre in quel caso era “All Things Must Pass”, George Harrison, 1970). Ora io, per quanto tentato, non potrei fare altrettanto perché non ho (ancora) ascoltato tutti i i dischi da solista dei miei amati Beatles: col tempo ho ascoltato (e ho comprato) tutti gli album di George Harrison, tutti quelli di John Lennon, la gran parte degli album di Paul McCartney (da solo o come leader dei Wings) e una decina scarsa di quelli di Ringo Starr. Mi mancano, per l’appunto, svariati album di Starr (tra cui il famigerato “Ringo The 4th”) e di McCartney, soprattutto i più recenti, quelli usciti da una decina d’anni a questa parte, ecco.

Nello stilare la mia personale classifica dei migliori album da solista dei Beatles ho così tentato una via di mezzo; non una una Top 10, non una selezione completa ma una mia  ideale Top 20, per giunta in ordine decrescente per aumentare la suspense. Pronti? Via!

20: “Ringo Rama”, Ringo Starr, 2003

19: “Tug Of War”, Paul McCartney, 1982

18: “Venus And Mars”, Wings, 1975

17: “Chaos And Creation In The Backyard”, Paul McCartney, 2005

16: “Flowers In The Dirt”, Paul McCartney, 1989

15: “Flaming Pie”, Paul McCartney, 1997

14: “Double Fantasy“, John Lennon & Yoko Ono, 1980

13: “Ram”, Paul McCartney, 1971

12: “Walls And Bridges”, John Lennon, 1973

11: “Mind Games”, John Lennon, 1973

10: “McCartney“, Paul McCartney, 1970

9: “Brainwashed”, George Harrison, 2002

8: “George Harrison”, George Harrison, 1979

7: “Cloud Nine“, George Harrison, 1987

6: “Ringo“, Ringo Starr, 1973

5: “Living In The Material World“, George Harrison, 1973

4: “Imagine“, John Lennon, 1971

3: “John Lennon/Plastic Ono Band“, John Lennon, 1970

2: “Band On The Run“, Paul McCartney & Wings, 1973

1: “All Things Must Pass“, George Harrison, 1970

Ebbene sì, il disco più bello per un Beatle solista è & resta il triplo “All Things Must Pass” di Harrison. Ascoltare (e quindi comprare, che ne vale la pena) per credere.

-Mat

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Autore: Matteo Aceto

Nato nei tardi anni Settanta, lettore avido che presto dimentica, cinefilo che rivede spesso gli stessi film, compratore assiduo di dischi.

5 pensieri riguardo “The Beatles, i 20 migliori album da solista”

  1. Non conosco tutti gli album che hai citato ma mi hai dato l’occasione per riascoltare “Mind games” un brano trascinante per musica e testo. C’è sotto una tessitura classica, mi sembra, è quasi un canone alla Pachelbel e poi, quel punto di fuga, liberatorio che per per un attimo ti porta lontano, a simulare la forza del pensiero, alla sua capacità di aprire una prospettiva.

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  2. Bello, non li conosco tutti perché davvero ne hanno fatti tantissimi, soprattutto Paul. Sono affezionato a Flowers in the dirt che avevo ascoltato per primo quando era uscito, cioè ero bambino e lo ascoltava mio padre più che altro, e pochi anni dopo ho comprato Off the ground con la mia paghetta 😂. Comunque per me il primo solista di McCartney e l’ultimo di Lennon (double fantasy) i miei preferiti. Harrison lo conosco un po’ sparso, ho qualche vinile ma resto più affezionato ai suoi pezzacci clamorosi del white album e Abbey road. Ringo… boh purtroppo l’ho sempre un po’ ignorato!

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    1. E sì, nella discografia di Paul ci si perde: collaborazioni, colonne sonore, dischi sperimentali, dischi di musica “classica”. Anch’io sono affezionato a Flowers e soprattutto al singolo My Brave Face: era il 1989, ero un bambino la prima volta che la sentii, ed era il mio primo “incontro” col McCartney da solista. Di Off The Ground comprai per pochi euro una copia usatissima ai tempi dell’università; sto aspettando una sua riedizione in grande stile, così sarà la volta buona per accogliere decentemente in casa mia un disco che mi piace oggi come allora.
      Grazie del tuo intervento Paolo, è sempre un piacere per me scambiare opinioni con altri appassionati beatlesiani.

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