Queen, “News Of The World”, 1977

L’album “News Of The World”, il sesto dei Queen, usciva proprio in questi ultimi giorni d’ottobre, nel lontano 1977. E’ in qualche modo un disco atipico per i Queen, un disco che suona diversamente da tutti gli altri: solitamente maniaci del perfezionismo in studio, Freddie Mercury e compagni registrarono le undici canzoni del loro “News Of The World” in soli due mesi (contro i quattro, i sei o gli addirittura dodici di altri loro progetti) e per giunta autoproducendo il tutto. Insomma, il suono complessivo di un album come “News Of The World” è molto meno levigato del solito e la cosa – almeno per quanto mi riguarda – è un pregio e un difetto allo stesso tempo. Se, infatti, alcune canzoni hanno beneficiato della maggior spontaneità ed immediatezza, altre – con gli opportuni ritocchi che qui sono mancati – sarebbero state degli autentici capolavori.

E così, accanto a brani come We Will Rock You e We Are The Champions, due pezzi strafamosi che proprio non riesco ad immaginarmeli diversi da come sono, trovo sempre un po’ frustrante l’ascolto di pezzi come Spread Your Wings e It’s Late che, affidati alle cure abituali che i Queen riservavano alle loro canzoni, avrei magari apprezzato molto di più. Bene invece pezzi come My Melancholy Blues, una ballata insolitamente jazzata dove i nostri si concedono anche il lusso di fare a meno della chitarra di Brian May, e Fight From The Inside, un funk-rock eseguito quasi interamente dal suo autore, Roger Taylor, un brano grezzo al punto giusto, oltre che rivelatore del sound che verrà (vedi i vari Fun It, Dragon Attack, Another One Bites The Dust…).

A John Deacon, l’anima più quieta e romantica dei Queen, è invece dovuta l’innocua Who Needs You, un brano prevalentemente acustico e dalle sonorità latine che forse stona un po’ nel contesto dell’album. E se Brian May è il principale artefice di quella che probabilmente è la canzone più scarna dei Queen, la bluesy Sleeping On The Sidewalk (ma anche la sua We Will Rock You non scherza affatto in tal senso), a Freddie Mercury è stato concesso (o se l’è ritagliato lui stesso) uno spazio autoriale più esiguo del solito: appena tre canzoni, ovvero le già citate We Are The Champions e Melancholy Blues, oltre alla stralunata Get Down Make Love.

“News Of The World”, ad ogni modo, se la cavò alla grande in classifica, giungendo al quarto posto nelle charts di casa (mentre imperavano il punk e la disco, c’è da dire) e addirittura al terzo nelle charts americane. Vale la pena accennare, infine, alla corposa riedizione deluxe che i Queen superstiti hanno dato alle stampe nel 2017, in occasione del quarantennale dell’album, dove si può trovare tutta una serie di versioni alternative delle undici canzoni contenute nell’album originale: la sola versione non editata di We Are The Champions, lunga pressappoco quattro minuti e mezzo (contro i tre della versione universalmente conosciuta) basta a giustificare l’acquisto dell’intero box, che poi è anche bello da vedere e da possedere come oggetto d’arte in quanto tale. – Matteo Aceto

Autore: Matteo Aceto

Lettore onnivoro, cinefilo selettivo, compro ancora dischi.

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