In Disordine Sparso

federico-fellini-la-voce-della-lunaSono tempi duri, sono tempi strani. Queste scosse di terremoto che non ci danno più tregua stanno diventando una triste consuetudine, e così diventa difficile anche il solo aggiornare di tanto in tanto un modesto blog come questo.

C’erano argomenti dei quali volevo parlare con voi – il nuovo disco di Sting in arrivo, le ristampe cofanettate di due album storici dei Public Image Ltd, qualche considerazione sull’ultimo film di Federico Fellini (che, fra l’altro, proprio oggi segna l’anniversario della sua morte, nel 1993), ancora qualche post sui Queen e/o su Freddie Mercury, un post sul novantennale della nascita di Miles Davis – ma in queste condizioni tutto diventa più arduo, tutto diventa insignificante.

Trovare la motivazione è il vero problema, individuare quel qualcosa che spinga ad andare avanti, nonostante tutto, nonostante tutti, è quella la più grande difficoltà. Tornerò presto, comunque, e vedremo il da farsi. Se sarà ancora il caso di parlare di dischi, film e libri come mi auguro.

-Mat

Qualche segno di vita

segni-di-vitaQuasi senza accorgermene, un intero mese è volato via, e adesso è già settembre. Avevo alcune idee ma, così come sono venute, sono già andate via, e questo modesto blog è più desolato del solito. Colpa mia, ovviamente.

Mancanza di tempo (tengo famiglia, in definitiva), di condizioni climatiche ottimali (è sempre un’esperienza sgradevole scrivere in piena estate su questo pc portatile che si trasforma in una stufa elettrica nel giro di dieci minuti) e – più in generale – di entusiasmo.

Sì, lo confesso, avere un blog nel 2016 non è poi così entusiasmante per me così come era stato almeno fino al 2011. E poi, in generale, non è affatto un bel periodo. Spesso mi chiedo ma chi ha più voglia di stare a parlare di musica oggi? Io stesso ne ho molta meno, e del resto non vado più a leggere i post musicali altrui, per cui mi chiedo chi mai dovrebbe stare a leggere i miei. Le mie sono soltanto impressioni personali che lasciano il tempo che trovano. Non ha molto senso, nel 2016, un blog come Immagine Pubblica, ecco.

Eppure, proprio in quest’anno così avaro di belle notizie & soddisfazioni, io “festeggio” i dieci anni di attività da blogger. Iniziai proprio nell’estate del 2006, con una bellissima piattaforma della Typepad messami gratuitamente a disposizione attraverso il sito della Kataweb, che allora chiamai Parliamo di Musica col minimo sforzo di fantasia. Bastava iscriversi e il gioco era fatto per qualsiasi utente del web che, come me, voleva raccontarsi attraverso le sue passioni & i suoi interessi, sperando di attrarre quante più anime affini.

Ora non vorrei dilungarmi ulteriormente su quell’esperienza che, seppur entusiasmante, resta legata a un periodo particolare della mia vita che oggi non rimpiango. Quello che mi preme dire, in conclusione, è che Immagine Pubblica andrà avanti nonostante tutto. Non so quando, non so come, non so nemmeno il perché a pensarci bene, ma so che tornerò ad aggiornare queste pagine web di tanto in tanto, per il mero piacere di farlo.

– Mat

Avere un blog

scrivereAvere un blog comporta un consumo di energie non indifferente. Ora io – un pigro, fondamentalmente – dovrei procedere con l’impaginare questo sito in una maniera più urbana  (o accattivante, come si dice in questi casi), scriverci qualcosa di serio (la parte più ardua), qualcosa che interessi i (pochi) lettori, fare anche in modo che il tutto risulti comprensibile e anche commentabile (non sono ancora sicuro di aver tolto bene la moderazione dei commenti, un’opzione che in effetti non ho mai gradito), il che comporta una scrittura scorrevole, senza errori (d’ogni genere) che va letta & riletta prima di premere il tasto “pubblica” con fare liberatorio.

Tutto ciò, come detto prima, comporta un consumo di energie non indifferente. Ecco, ad esempio, vorrei subito pubblicare queste poche e sconclusionate righe, tanto per vedere come viene visualizzato il tutto attraverso il mio pc, cioè come lo vede un lettore che, sfortunatamente, si è imbattuto in questo post.

Nel precedente blog che gestivo, ovvero la versione originale di Immagine Pubblica, riuscivo ad inserire un’immagine per ogni post, lì sulla sinistra, in alto; una cosa che mi è sempre piaciuta, quella d’inserire un’immagine, come per dare un tono generale al post stesso. Oltre all’immagine di turno, riuscivo anche ad inserire delle etichette che permettevano di classificare il post in questione per argomento (o argomenti), permettendo inoltre al lettore di cercare nel blog i temi che più potrebbero interessarlo. Riuscivo addirittura a linkare (è un termine orrendo, questo linkare, lo so… ma tant’è…) uno o più post precedenti, così da ampliare la lettura in senso modulare (o una roba del genere insomma).

Non so se sarò capace di tornare a fare tutto ciò, mi sento un po’ arrugginito, devo ammettere. Mi serve un po’ di tempo per ripartire, ecco tutto. Tutte queste parole per esprimere un concetto così banale? Purtroppo sì.

-Mat

Avevo un blog…

startAvevo un blog, fino al 2012 ci scrivevo quasi quotidianamente. Scrivevo sopratutto di musica, che poi – come spesso accade – si finisce con lo scrivere di se stessi e di confrontarsi su temi vari con gli altri utenti. (Non mi piace quest’ultima frase che ho scritto, non sono riuscito a rendere l’idea, credo… sono fuori allenamento, probabilmente). Sono stato un blogger dal 2006 al 2012, con diversi siti aperti dal sottoscritto, i più “famosi” dei quali si chiamavano Parliamo di Musica (prima su piattaforma Typepad e successivamente su Blogger) e Immagine Pubblica (su piattaforma Blogger… sì, il titolo è lo stesso di questo qui, in effetti… viva la fantasia!).

Quando chiusi definitivamente con i blog, nel gennaio del 2012, cancellai in modalità catartica tutto ciò che avevo pubblicato sul web fino a quel momento, pentendomene quasi subito. In fondo, lo sapevo, sarei tornato a scrivere online come sto facendo in questo momento, per cui avrei potuto lasciare tutto lì e ricominciare come se nulla fosse. Invece no.

Oggi si ricomincia daccapo, anche se non so bene perché. Ci pensavo già da qualche settimana, ed ora eccomi qui, con l’imbarazzo del primo post, quando non si sa mai bene che cosa dire e – soprattutto – senza sapere a chi ci si sta rivolgendo. Seguiranno sordidi dettagli.

-Mat

C’erano cose che volevo dire…

federico-fellini-immagine-pubblica-blogAspettando l’ispirazione necessaria a completare un terzetto di post che giace fra le bozze di Immagine Pubblica da fin troppo tempo, ecco un po’ di cose che volevo dire (beh, vabbè, scrivere…) senza occupare molto spazio per ognuna di esse. L’ordine è del tutto casuale & opinabile, i vari punti che seguono non hanno nessuna precisa connessione fra di loro… in generale si parla di musica, film & libri… ma tu guarda un po’!

I Genesis sono entrati nella Rock and Roll Hall of Fame… e ‘sti cazzi, potrebbe dire qualcuno. In effetti, anche a me, queste cerimonie, queste parate oserei dire, mi lasciano sempre abbastanza indifferente. Tuttavia, mi ha fatto piacere rivedere Steve Hackett assieme ai vecchi colleghi Tony Banks, Phil Collins e Mike Rutherford. Mancava il solito Peter Gabriel, impegnato coi preparativi del suo tour, così s’è detto… certo che una serata a mangiare & bere in un albergo di New York non è che lo avrebbe intralciato più di tanto. Un po’ stronzo, dài. A parte tutto, comunque, mi piacerebbe proprio sentire un nuovo disco realizzato dalla combinazione (chi c’è c’è, non me ne importa nulla) di questi signori.

Ho visto il tanto atteso “Alice In Wonderland” di Tim Burton, ovviamente in 3D… che dire… un po’ deludente. A volte manca proprio ritmo & tensione narrativa, il 3D non è che qui compie chissà quali prodigi, il tutto è un po’ troppo colorato per un film di Burton. Ok, è una produzione Disney, ma resta pur sempre un film di Tim Burton. Insomma, sì, mi aspettavo di più.

Dopo aver visto l’episodio Agenzia matrimoniale tratto dal film “L’amore in città”, ho finalmente visto TUTTE le opere filmiche girate da Federico Fellini! Mi ero promesso di approfondire alcune di queste singole visioni in specifici post ma ammetto di non averlo ancora fatto. E’ che, vedendo & rivedendo le opere di Fellini, scopro ogni volta qualcosa in più, per cui correrei il rischio di scrivere qualcosa che poi andrebbe corretto di lì a poco. Ci proverò comunque, probabilmente mi serve più tempo.

Ovviamente sono felicissimo per la doppietta Ferrari allo scorso GP del Bahrain, il primo della stagione. La prima vitttoria di Fernando Alonso, al debutto in Ferrari. Sono soddisfazioni (soprattutto dopo un’annata deludente come quella del 2009)!

Ho sentito l’ultimo disco dei Gorillaz, “Plastic Beach”… non male… sono rimasto particolarmente colpito da Stylo, edito come primo singolo. Stavo addirittura per comprarmelo, “Plastic Beach”, l’avevo già preso e mi stavo perfino dirigendo alla cassa per pagare. Poi ho pensato ai quindici euro & novanta necessari all’acquisto e ho pensato subito dopo che erano troppi per un disco del genere. Ci ripenserò non appena lo metteranno nella categoria ‘nice price’.

La Beggars Banquet ha da poco ristampato alcuni suoi titoli in formato deluxe; le nuove edizioni si chiamano ‘Omnibus Edition’ e, fra quelle che ho potuto vedere nelle rivendite, vi sono alcuni dischi dei Bauhaus e alcuni dei Cult. In particolare, di questi ultimi è stata riproposta una versione di “Love” comprendente ben quattro ciddì: uno con l’album originale, uno coi brani aggiunti, uno con demo & rarità e infine un altro con un concerto dell’epoca. E il prezzo era molto interessante, ventitrè euro per quattro dischi… pur avendo già il ciddì standard di “Love” ci farò un pensierino.

Sto faticosamente leggendo “Scritti corsari” di Pier Paolo Pasolini: allora, il libro – che è una raccolta di articoli che il nostro scrisse fra il 1973 e il ’75 per varie testate editoriali – è assai illuminante e profetico. Una lettura piuttosto amara, avara però d’ironia e di leggerezza che mi ha fatto rallentare di molto lo scorrere dei miei occhi sulle pagine di “Scritti corsari”. Ho però l’intenzione di finirlo a breve.

Sono arrivato all’inquietante peso degli ottanta chilogrammi, un record per me. Mi sa che un ritorno in palestra (l’ultima volta risale al 2006) mi farebbe un gran bene…

Infine, per concludere, sono sicuro che non pubblicherò un altro post prima di Pasqua, per cui… ne approfitto ora per augurare buona Pasqua a tutti quelli che mi hanno seguito fin qui. Alla prossima, ciao! 🙂

– Mat

Un post a ruota libera

fellini autoritratto immagine pubblicaUn post nuovo, più per la voglia di scrivere che per il bisogno di dire chissà che cosa. E poi è una così bella sensazione quella di cliccare l’opzione per creare un nuovo post e iniziare a digitare le prime, difficili righe, come in questo caso, del resto. Tanto per non tradire lo spirito originario di Immagine Pubblica, ecco una serie di associazioni (senza capo né coda, temo) su visioni, ascolti & letture. Passati, presenti & futuri.

La musica di Nina Simone è fantastica, nient’altro da aggiungere da pare mia. Non vedo l’ora di potermi vedere al cinema “Alice nel paese delle meraviglie” di Tim Burton, in lavorazione da oltre un anno ma programmato per la primavera del 2010. A proposito, come suona bene quest’anno, il 2010… speriamo che ci offra dodici mesi di gran lunga migliori di quelli proposti finora da quest’orribile 2009 (che spero passi al più presto, come vorrei che oggi fosse già la vigilia di Natale, tanto per dire). Sul comodino ho piazzato “Il deserto dei tartari” di Dino Buzzati, un libro che devo leggere da anni ma che – per motivo o per l’altro – ho sempre trascurato. In effetti al momento sto leggendo tutt’altro ma, come ho detto, il classico di Buzzati è in pole position sul mio comodino per cui non dovrebbe sfuggirmi ulteriormente. Se il libro dovesse piacermi, vedrò di procurarmi anche il film che ne è stato tratto: se non ricordo male uscì negli anni Settanta, con Vittorio Gassman come attore protagonista.

Sempre restando in tema di letture (ma anche di musica), ultimamente ho avuto il bisogno d’andarmi a rileggere due biografie che avevo comprato & letto diversi anni fa: si tratta della storia di Freddie Mercury raccontata dal suo amante Jim Hutton in “I miei anni con Freddie Mercury” (edito dalla Mondadori) e dal suo assistente personale Peter Freestone in “Freddie Mercury… adesso svela ogni segreto” (edito dalla Lo Vecchio ma di recente riedito dall’Arcana). Entrambe le storie – piuttosto intime, soprattutto quella di Hutton – partono negli anni Ottanta e si concludono con la triste morte del celeberrimo cantante dei Queen, nel novembre del 1991. Non so perché sono andato a rileggermi in sequenza questi due libri, non è che ultimamente ho ascoltato chissà quanto la musica di Mercury.

In fatto di ascolti, ultimamente ho invece sentito parecchio i Beatles, Miles Davis, i Depeche Mode e i Cure. Mi piacerebbe scrivere altri post su di loro in questo blog, così come di Nina Simone, citata sopra. Spesso mi manca però l’ispirazione. A proposito di Miles Davis, avrei voglia anche di rileggermi lo splendido “Lo sciamano elettrico” di Gianfranco Salvatore (edito da Stampa Alternativa), di sicuro fra i migliori libri dedicati all’arte & alla figura del leggendario trombettista americano. Uhm, mi sa che il buon Buzzati slitterà ulteriormente…

Tornando a parlare di film: ho un bisogno sfrenato di vedermi & rivedermi le opere di Federico Fellini [sopra, in un autoritratto], sembra che di questi tempi mi bastino solo quelle per soddisfare le mie curiosità cinematografiche. Avevo iniziato a scrivere un nuovo post sui film di Fellini, qualche giorno fa, ma l’ispirazione latitava in modo imbarazzante. In fondo, a volte, non c’è proprio niente da dire (e da scrivere): certi capolavori vanno forse soltanto ammirati per quelli che sono, in rigoroso silenzio da parte nostra.

– Mat