The Beatles, “Please Please Me”, 1963

the-beatles-please-please-me-immagine-pubblicaOggi ho dato una bella rispolverata al mio elleppì monofonico di “Please Please Me”, il primo album dei mitici Beatles. Un’autentica pietra miliare questo disco, un’opera d’arte che di fatto ha rivoluzionato l’idea stessa di fruizione musicale, cambiando inesorabilmente il corso della musica moderna.

Praticamente l’approccio dei Beatles al loro primo contenitore di canzoni (delle quali ben otto firmate McCartney-Lennon, a fronte di sei cover, un invidiabile primato, allora, per degli autori ancora sconosciuti) è diventato uno standard per tutta la generazione di musicisti e band che è seguita di lì a poco, dai Rolling Stones in giù. Ora vediamolo più da vicino, canzone dopo canzone.

Si parte con la frizzante I Saw Her Standing There, cantata da Paul McCartney: incisa – come la maggior parte dell’album – l’11 febbraio 1963 allo studio 2 dei celebri Abbey Road Studios, quella che all’epoca era chiamata Seventeen è senza dubbio una delle canzoni più fresche e coinvolgenti dei Beatles, sicuramente avrà fatto drizzare le orecchie ai primi appassionati di musica che all’epoca acquistarono “Please Please Me”.

Il secondo brano è Misery: a un testo dolente cantato all’unisono da Paul McCartney e John Lennon, si contrappone in musica un lento ritmo beat che si avvale del produttore George Martin per le coloriture di piano. Anna (Go To Him) di Arthur Alexander è quindi la prima cover che incontriamo: cantata da John con uno splendido supporto corale da parte di Paul e George Harrison, Anna è davvero una bella reinterpretazione, con un Lennon straordinariamente a suo agio.

Le fanno seguito due altre cover, la briosa Chains e l’effervescente Boys, cantate rispettivamente da George Harrison e da Ringo Starr, mentre il sesto brano in programma, Ask Me Why, è un originale della premiata ditta Lennon/McCartney, anzi, McCartney-Lennon, com’erano indicati i crediti autoriali del celebre duo fino al successo di She Loves You, pochi mesi dopo.

Cantata magnificamente da John, la gradevole e vagamente latineggiante Ask Me Why è una delle quattro canzoni che i Beatles incisero per la prima volta per conto della Parlophone/EMI, il 6 giugno 1962, quando nella formazione c’era ancora Pete Best alla batteria. Registrata di nuovo il 26 novembre, quando ormai Ringo era un Beatle a tutti gli effetti, Ask Me Why venne pubblicata prima dell’album “Please Please Me”, come lato B del singolo omonimo, l’11 gennaio ’63.

Proprio Please Please Me, primo dei tanti singoli dei Beatles a piazzarsi al 1° posto della classifica inglese, è il brano che sull’album omonimo segue nella scaletta: originariamente incisa come una lenta, l’11 settembre ’62, la canzone venne accelerata in studio già al secondo rifacimento, avvenuto il 26 novembre. E così Please Please Me divenne quella canzonetta briosa che tutti conosciamo, presente nella maggior parte delle raccolte dedicate ai Beatles, mentre quella prima versione lenta è stata purtroppo cancellata (all’epoca nessuno – a parte evidentemente il manager Brian Epstein – poteva sapere che cosa sarebbero diventati i Beatles di lì a poco…).

Caratterizzata come la precedente Please Please Me da vivaci fraseggi di armonica a bocca suonati da John, ecco l’esuberante e bluesy Love Me Do, primo singolo pubblicato dai Beatles, il 5 ottobre 1962. Anche qui, siamo in presenza di uno dei brani più celebri dei Beatles, quello che, di fatto, ha dato il via al mito, seppur la sua gestazione non sia stata delle più semplici: scritta da Paul quand’era sedicenne, una prima versione di Love Me Do venne incisa ad Abbey Road il 6 giugno ’62, ancora con Pete alla batteria; seguì un rifacimento completo il 4 settembre, con Ringo ormai al posto di Pete, seguìto a sua volta dalla versione definitiva, incisa l’11 settembre col turnista Andy White al posto di Ringo che, pare, non riusciva bene a seguire il tempo.

Tornando alla scaletta dell’album, troviamo la latineggiante P.S. I Love You, pubblicata anch’essa il 5 ottobre ’62, come lato B di Love Me Do, canzone con la quale condivide pure le stesse fasi registrative che abbiamo appena visto. Dopodiché siamo in presenza di un’altra cover, la distesa Baby It’s You, cantata splendidamente da John e sostenuta dagli sha-la-la-la-la di George e Paul, con un efficace accompagnamento da parte di Ringo alla batteria. Incisa come quasi tutte le altre l’11 febbraio ’63, Baby It’s You è stata pochi giorni dopo ritoccata da George Martin che vi ha aggiunto il piano e la celeste.

Segue un originale McCartney-Lennon, il morbido beat di Do You Want To Know A Secret, affidato alla voce solista di George, sempre inciso in quello storico 11 febbraio, così come il brano successivo. Segue a sua volta una bella prova di Paul, che si cimenta con la cover della romantica A Taste Of Honey, anticipando lo stile delle ballate più celeri di McCartney che verranno di lì a poco.

L’ultima canzone originale in programma è la ben più sostenuta There’s A Place, uno dei brani che più amo della prima produzione beatlesiana, con John e Paul a cantare appassionatamente insieme. Chiude quindi il tutto Twist And Shout, probabilmente la più celebre delle cover fatte dai Beatles: ruggente prova vocale da parte di John, magnifici cori di Paul e George, ottima batteria di Ringo… la leggenda vuole che anche i tecnici in studio restarono elettrizzati da tanta energia, catturata con la band che suonava dal vivo in studio! Un originale degli Isley Brothers, Twist And Shout era una di quelle canzoni che più causavano l’isteria delle fan dei Beatles durante i loro spettacoli dal vivo.

Pubblicato il 22 marzo 1963, “Please Please Me” raggiunse in poco tempo il 1° posto della classifica inglese riservata agli album, una costante che si ripeterà per i restanti anni Sessanta (e anche oltre). Del resto, la celebre copertina dell’album la diceva lunga: i Beatles già guardavano tutti dall’alto al basso.

Nota finale, per i beatlesiani più duri e più puri: nel corso delle sedute di registrazione che produssero le canzoni di “Please Please Me”, i Beatles registrarono anche la cover di Besame Mucho (6 giugno ’62), How Do You Do It (4 settembre), Tip Of My Tongue (26 novembre) e Hold Me Tight (11 febbraio ’63). Quest’ultima venne registrata daccapo per l’album “With The Beatles” (1963), le prime due apparvero ufficialmente solo nel progetto “Anthology” (1995-96), mentre Tip Of My Tongue resta tuttora in archivio.

– Mat

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