John Lennon

john-lennonSessantasei anni fa a Liverpool, Gran Bretagna, nasceva John Lennon, l’uomo che con Paul McCartney ha ridefinito i confini della musica contemporanea.

Il più tormentato tra i quattro Beatles, il piccolo John crebbe con la zia Mimi dopo la separazione dei suoi genitori e, soprattutto, dopo la morte della madre Julia, un dramma che John si porterà dentro per sempre. Già da scolaro John Lennon dimostra il suo temperamento ribelle e votato all’arte ma è dall’incontro nel 1957 con Paul McCartney che la vita di John comincia a tingersi di leggenda. Passano solo sei anni e i Beatles già conquistano la Gran Bretagna: nel 1964 diventano popolarissimi anche negli USA e quindi in tutto il mondo. La beatlemania terminerà attivamente nel 1970, quando John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr decidono di prendere strade separate, anche se la beatlemania è una febbre che continua tuttora e che, molto probabilmente, durerà finché ci sarà musica in questo mondo.

Un anno saliente nella vita di John è il 1967, quando incontra l’artista giapponese Yoko Ono: la donna diventerà la seconda signora Lennon due anni dopo (la prima fu Cynthia, sposata nel 1962, la quale gli diede il figlio Julian) e, di fatto, cambierà inesorabilmente il corso della sua vita.

John Lennon pubblicherà con la Ono tre album sperimentali tra il 1968 e il ’69, ma è nel 1970, dopo l’ultimo album dei Beatles, “Let It Be”, che esce il primo vero album solista del nostro, ovvero un capolavoro chiamato “John Lennon/Plastic Ono Band”, al quale peraltro partecipa Ringo alla batteria. L’anno dopo è la volta dello straordinario album “Imagine”, la cui title-track è forse la canzone più amata al mondo. In quel periodo le convinzioni politiche di John e Yoko si radicalizzano in senso attivo verso ideali di giustizia e uguaglianza: da qui prenderà corpo l’album “Some Time In New York City” (1972) mentre i coniugi Lennon si trasferiscono definitivamente a New York.

John Lennon sarà molto attivo nel biennio 1973-75: pubblicherà tre album solisti, “Mind Games” (1973), “Walls And Bridges” (1974), “Rock & Roll” (1975) più la raccolta “Shaved Fish” (1975), parteciperà attivamente a due album di Ringo Starr, “Ringo” (1973) e “Goodnight Vienna” (1974), ad uno di Harry Nilsson, “Pussy Cats” (1974), contribuirà ad alcuni dischi di Elton John e David Bowie.

Il nostro, dopo un anno di separazione dalla Ono, avrà anche modo di riavvicinarsi a Paul ma, nel 1975, i coniugi Lennon si riuniscono mettendo momentaneamente la parola fine all’attività artistica di John: in quell’anno Yoko gli darà il secondo figlio, Sean, un bambino del quale John sarà disposto ad occuparsi pienamente rinunciando alle luci dello show-business. E così, dopo aver scritto un brano per l’album di Starr del 1976, “Ringo’s Rotogravure”, John Lennon si ritira dalle scene.

Nel corso del 1980 la prolificità artistica di John riprende vita: inizia a scrivere materiale valido per due album più alcune nuove canzoni per il successivo album di Ringo. A novembre esce “Double Fantasy”, un disco dove si alternano canzoni di John a quelle di Yoko ma tutti i progetti di John Lennon (compresa una probabile reunion dei Beatles) sono spazzati dalla follia di un fan squilibrato, la sera dell’8 dicembre.

Per me la morte di John Lennon rappresenta, insieme con quelle di Bob Marley e Freddie Mercury, le più gravi perdite per l’evoluzione della musica contemporanea. Non oso nemmemo immaginare come sarebbe stata la musica nel periodo 1981-2005, con questi tre grandi & amati artisti ancora protagonisti delle scene.

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