Nina Simone

nina-simone-immagine-pubblica-blogIn questi giorni ho ascoltato così tanto Nina Simone che infine ho deciso di fare una piccola follia: oggi pomeriggio sono andato a comprarmi a scatola chiusa “To Be Free: The Nina Simone Story”, un cofanetto di tre ciddì e un divudì! E ne sono rimasto così entusiasta che ora provo a scrivere alcune mie impressioni su questa grandissima protagonista della canzone americana del ‘900.

Molto probabilmente, la prima volta che ho sentito parlare di Nina Simone è stata per via di David Bowie, quando in una sua intervista disse che la sua cover di Wild Is The Wind non era altro che una pallida rivisitazione d’una grande ballata interpretata diversi anni prima dalla Simone. Qualche anno fa, invece, e precisamente nell’estate del 2003, ho ritagliato e conservato degli articoli sulla morte di questa grande cantante… non so, intuivo che in un certo qual modo, prima o poi, sarei arrivato alla sua musica. E ora eccomi qui!

Non conosco (ancora) molto della vita artistica e privata di Nina Simone, so che ha dato comunque vita, fra gli anni Cinquanta e Settanta, ad una sfilza notevole di canzoni famose: I Loves You Porgy, My Baby Just Cares For Me, I Want A Little Sugar In My Bowl, I Put A Spell On You, Don’t Let Me Be Misunderstood, Ain’t Got No – I Got Life, la stessa Wild Is The Wind e altre ancora. Pur partendo da un repertorio jazzistico – tanto che pure oggi Nina Simone continua ad essere classificata come un’artista jazz – la nostra si è anche destreggiata abilmente con il soul, il blues, il rhythm & blues, il folk, il funk, il reggae, il pop e la canzone d’autore europea (davvero impressionante, in quest’ultimo caso, la sua versione di Ne Me Quitte Pas di Jacques Brel). Nel repertorio di Nina Simone si trovano altresì grandi cover di artisti del calibro di George Gershwin, Kurt Weill, Duke Ellington, Miles Davis, The Beatles, PrinceBee Gees, Bob Dylan, Leonard Cohen, Tina Turner e Aretha Franklin.

Posso tranquillamente affermare che Nina Simone, classe 1933, diva irrequieta e sempre orgogliosa del colore della sua pelle, è stata una delle più brave, appassionate e impressionanti interpreti della musica del secondo dopoguerra, un’artista la cui musica dovrebbe trovare posto in ogni seria collezione di dischi.

– Mat

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