Il Cavaliere Oscuro… forse un po’ troppo…

il-cavaliere-oscuro-immagine-pubblica-batmanPremetto che non sono mai stato un appassionato di fumetti, né tanto meno degli improbabili supereroi americani che per lo più li popolano. L’unico per il quale ho sempre nutrito un certo fascino è Batman, creato da Bob Kane, forse perché è il supereroe più umano di tutti, è semplicemente un miliardario figo che si traveste da pipistrello e che, grazie ai suoi dollaroni, si fa fare su misura costume & armi personalizzate per dare la caccia ai lestofanti della sua città, Gotham City.

Premetto che ho visto tutti gli episodi cinematografici della serie di “Batman”, dai primi due insuperabili capitoli, diretti dal grande talento visionario di Tim Burton, fino a “Batman Begins”, uscito nel 2005 e diretto dall’inglese Christopher Nolan.
E sempre Nolan è il regista dell’ultimo (o meglio, più recente) episodio legato alle avventure dell’uomo pipistrello, “The Dark Knight”, film che sta ottenendo uno straordinario successo in tutto il mondo.

Sono andato a vedermelo ieri sera, con mio fratello e un po’ di amici, dato che il mercoledì il cinema costa quattro euro. Il film non è nemmeno male, solo che dura due ore e mezzo (l’ultima mezzora non ce la facevo proprio più…) e a tratti risulta davvero molto noioso. Probabilmente per via della trama, molto ingarbugliata e a mio parere fin troppo corale. Sono infatti troppi gli attori ai quali viene riservato lo spazio principale… a momenti vediamo di più il commissario Gordon – interpretato da un irriconoscibile Gary Oldman – che lo stesso Batman, anche in questo caso, come nel precedente “Batman Begins”, interpretato da Christian Bale.
Devo dire che Heath Ledger – l’attore australiano recentemente scomparso – è stato davvero bravo: è la prima volta che lo vedo in un film (poverino, aveva ventottanni quando è morto, non credo che abbia fatto molti film…) e la sua interpretazione del Joker è stata davvero grande.
Per contro, in questo “The Dark Knight”, abbiamo la bat-eroina meno figa che si sia vista: se nel primo “Batman” c’era Kim Basinger e poi, a seguire, si sono avvicendate Michelle Pfeiffer, Nicole Kidman, Uma Thurman e Katie Holmes (evvabbene, la signora Cruise non è certo una strafiga ma almeno è piacente & carina…), qui abbiamo una certamente non irresistibile Maggie Gyllenhaal, che, da ex amante di Batman / Bruce Wayne in “Batman Begins”, è passata al procuratore distrettuale Harvey Dent, impegnatissimo a dare la caccia anch’egli ai tanti lestofanti che si aggirano per Gotham City.

Proprio costui, Harvey Dent, viene da tutti – e specialmente da Batman – indicato come un grand’uomo, una speranza, un esempio per tutti i cittadini… e francamente non se ne capisce il perché, né se ne conoscono i meriti. Ma è tutto il resto della trama ad essere confuso: praticamente ci sono i loschi affari fra la mafia italoamericana – il cui personaggio più in vista è interpretato da Eric Roberts – e quella cinese e in cui Joker e la sua banda vi s’intromettono creando scompiglio. Ripeto la mia impressione, il film è fin troppo corale: ad esempio, la parte del pur bravissimo Morgan Freeman è francamente inutile, così come quella di Cillian Murphy che interpreta il ridicolo Scarecrow nelle prime sequenze del film e poi non lo si vede più. Anche i due o tre imitatori di Batman che si vedono all’inizio del film contribuiscono a fare confusione.

Anche l’aspetto psicologico pecca: se c’era un odio profondo di Batman per il Joker era che quest’ultimo aveva ucciso i suoi genitori (così come si vedeva nel primo “Batman”, quello burtoniano del 1989), mentre qui il Joker appare come un delinquente in più, uno dei tanti, e nemmeno fin troppo antagonista, dato che di mezzo ci sono i (tanti) mafiosi a rompere le palle agli sbirri e a Batman. Batman che ha sempre una fastidiosa raucedine quando parla, come se la bat-tuta che indossa gli stringesse la gola.

Altre cose che non ho gradito sono le ambientazioni e la fotografia: spesso le scene interne si svolgono in grandi ambienti vetrati e desolatamente spogli, troppe scene si svolgono alla luce del giorno (i primi due “Batman” burtoniani erano decisamente – e superbamente – notturni…) e Gotham City è davvero fin troppo anonima.

Insomma, “The Dark Knight” non mi è sembrato per niente quel capolavoro di film che vogliono farci credere: ai bat-fanatici incalliti non dovrebbe dispiacere ma due ore & mezza di trama fitta fitta di personaggi sono davvero troppe!

– Mat

Annunci