Prince, John Coltrane e quei piacevoli ritrovamenti musicali

Prince Piano & A Microphone Immagine PubblicaTra ieri e oggi ho avuto la conferma di due ghiotte pubblicazioni discografiche a proposito di due tra i miei artisti preferiti, Prince e John Coltrane. Nel caso di Prince, proprio ieri, in quello che sarebbe stato il sessantesimo compleanno del folletto di Minneapolis,  la Warner Bros ha annunciato la pubblicazione – prevista per il 21 settembre – di “Piano & A Microphone 1983”, ovvero una raccolta di nove registrazioni effettuate da Prince per solo piano e voce, per l’appunto, di altrettante canzoni, più o meno note, tra le quali Purple Rain (che vedrà quindi la luce con l’album eponimo uscito l’anno seguente, il 1984) e Strange Relationship (in una sorta d’anteprima del futuro, dato che il brano sarebbe apparso soltanto nel 1987, sull’album “Sign O The Times“). Tutte registrate nel corso del 1983, ovviamente, e tutte nell’atmosfera informale del suo studio casalingo.

John Coltrane Both Directions Immagine PubblicaE se con Prince facciamo un salto indietro nel tempo di ben trentacinque anni, con John Coltrane torniamo indietro di ulteriori vent’anni, e precisamente al 6 marzo 1963, quando il leggendario sassofonista – accompagnato da quello che resta il suo gruppo più formidabile (e probabilmente più amato), ovvero il quartetto formato con McCoy Tyner (piano), Jimmy Garrison (basso) e Elvin Jones (batteria) – mise su nastro un vero e proprio album rimasto inedito per tutti questi anni. In uscita per la Impulse! già il 29 di questo mese, il disco è stato intitolato “Both Directions At Once: The Lost Album” dal figlio del sassofonista, Ravi Coltrane. Ancora una volta, l’incisione del quartetto storico di Coltrane è avvenuta ai Van Gelder Studios di Hackensack, nel New Jersey, nel corso di un anno nel quale Coltrane – con o senza i suoi fidati musicisti – aveva dato alle stampe un album con Duke Ellington, uno con Johnny Hartman (ne abbiamo parlato QUI) e un altro di sole ballate per quartetto. Insomma, nella testa e tra le mani di John Coltrane passava a quel tempo un flusso di creatività, una vera e propria corrente, nella quale qualcosa andava inevitabilmente trascinato via e quindi ritenuto perso. Si deve quindi alla prima moglie di Coltrane, quella Naima immortalata anche in un brano eponimo dello stesso, il recente ritrovamento d’un nastro con ben sette brani e le relative “alternative takes”.

E se il “nuovo” disco di Prince dura appena trentacinque minuti, quello di Coltrane sarà disponibile anche in una versione deluxe che conterrà, in un ciddì, le sette esecuzioni “master” e, in un secondo ciddì, altrettante versioni alternative, tra cui quattro diverse registrazioni di Impressions. Anche “Piano & A Microphone 1983” sarà in verità disponibile in un’elegante deluxe edition ma il contenuto musicale resta lo stesso per entrambe le versioni (quella deluxe offre infatti anche la stampa in vinile, oltre a quella su ciddì, più un libro fotografico ad hoc).

Insomma, per quanto mi riguarda, si tratta di materiale notevole che merita certamente l’acquisto; e se nel caso di Prince mi dovrebbe bastare l’edizione standard dell’album, nel caso di Coltrane sono molto più orientato sull’acquisto dell’edizione deluxe. Di certo torneremo presto a parlarne, in post dedicati e più approfonditi.

-Mat

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John Coltrane, Johnny Hartman e quel bel disco del ’63

John Coltrane And Johnny Hartman immagine pubblicaCominciamo con un po’ di aggettivi. Romantico, senza dubbio. E anche sentimentale, caldo, rilassato & rilassante, consolante, persino alleviante. Indimenticabile, probabilmente. Indispensabile, forse. A tutti questi aggettivi, infine, ne aggiungo un ultimo, il definitivo: bello. Perché quello di cui si sta parlando, ovvero un disco chiamato semplicemente “John Coltrane And Johnny Hartman”, è proprio questo: un disco bello.

Registrato in un solo giorno, il 7 marzo 1963, ai celebri studi di registrazione di Rudy Van Gelder, in New Jersey, “John Coltrane And Johnny Hartman” segna l’incontro tra il cantante Johnny Hartman e il quartetto storico di John Coltrane, in un disco tanto atipico per la produzione coltraniana – è infatti il solo album di Coltrane ascrivibile al sottogenere “vocal jazz” – quanto impossibile da ignorare se si è amanti, come me, della musica del celeberrimo sassofonista americano.

Disco di sole ballate, scelte in quel Grande Canzoniere Americano che ancora oggi continua a intrigare pubblico e soprattutto artisti (vedi il recente “Triplicate” di Bob Dylan, tanto per citare l’ultimo album d’una serie ormai lunga), “John Coltrane And Johnny Hartman” sostanzialmente figura la voce di Hartman – inevitabilmente baritonale e confidenziale, da vero crooner, per l’appunto – accompagnata da un John Coltrane Quartet forse mai così delicato e misurato.

Si comincia con They Say It’s Wonderful, un classico firmato da Irving Berlin, per quindi procedere con l’amabile Dedicated To You, a ancora con My One And Only Love, dove la voce di Hartman entra dopo ben due minuti, quindi con quella Lush Life con cui Coltrane si cimentava almeno dai suoi anni con la Prestige, con una You Are Too Beautiful che addirittura si concede il lusso di fare a meno del sax di Coltrane, e per concludersi infine col delicato latineggiare di Autumn Serenade. Sei brani per poco più di una mezzora di musica, all’insegna di quel “less is more” che si adatta perfettamente a questo disco così piacevole.

Pubblicato dalla Impulse!, prodotto da Bob Thiele e registrato, come si è detto, nei Van Gelder Studios, in “John Coltrane And Johnny Hartman” è ovviamente il sassofonista a giocare in casa, eppure la presenza del buon Hartman si sente eccome, tanto che in certi momenti si può essere indotti a pensare che John Coltrane, McCoy Tyner, Jimmy Garrison e Elvin Jones si siano qui limitati a vestire i panni della band di supporto del cantante. Non è così, ovviamente, perché “John Coltrane And Johnny Hartman” è l’inevitabile somma delle parti, dove ognuno degli artisti in gioco ha splendidamente contribuito con il proprio stile e la propria sensibilità a un disco davvero unico.

-Mat