Roger Waters

roger-waters-the-wall-immagine-pubblica-blogNato nel settembre ’43, Roger Waters è stato fra i membri fondatori, insieme con Syd Barrett, dei Pink Floyd. Dopo la fuoriuscita di Syd dalla band e l’ingresso di David Gilmour in formazione, i Pink Floyd sono ascesi ad una popolarità mondiale grazie a dischi indimenticabili come “Atom Heart Mother“, “Dark Side Of The Moon“, “Wish You Were Here” e “The Wall“. Roger Waters è stato il vero motore del gruppo: in apparenza era semplicemente il bassista, in realtà era il principale (e, col tempo, l’unico) autore dei testi e l’ideologo della band, la coscienza civile e politica del quartetto. Tuttavia, dopo la realizzazione dei progetti dedicati a “The Wall” (album, tour biennale, film, seguito discografico con “The Final Cut“), il nostro decide di mollare la band nel 1985. Di lì a qualche anno, Waters sarà impegnato in una lunga e controversa causa legale contro Gilmour per il controllo del marchio Pink Floyd. L’avrà vinta Gilmour che, a nome Pink Floyd, realizzerà due album fra il 1987 e il 1994, mentre il nostro procederà da solo con un’interessante e coraggiosa carriera solista.

In realtà un primo progetto solista di Roger Waters, “The Body”, esce già nel 1970, in coppia col musicista scozzese Ron Geesin, per la colonna sonora dell’omonimo film-documentario sull’anatomia umana. Il primo album solista vero e proprio del nostro, comunque, esce nel 1984: intitolato “The Pros And Cons Of Hitch Hiking“, la stesura originale del disco venne creata dal nostro parallelamente a “The Wall”, nel biennio 1977-78. La realizzazione finale su album è davvero bellissima: suonato da musicisti di gran classe (fra i quali spicca Eric Clapton), “The Pros And Cons” è un lavoro perfettamente in linea con album floydiani come “The Wall” e “The Final Cut”.

Il disco successivo di Waters esce nel 1987, “Radio K.A.O.S.”: condizionato da arrangiamenti volutamente pre-programmati ed elettronici, l’album non riesce ad oscurare il coevo “A Momentary Lapse Of Reason“, dei redivivi Pink Floyd. Roger Waters avrà comunque modo di rifarsi alla grande tre anni dopo, quando realizza un’imponente riproposizione dello show di “The Wall” in occasione della caduta del muro di Berlino. Lo storico concerto, arricchito da nomi quali Van Morrison, Bryan Adams, Sinéad O’Connor, Cyndi Lauper e Scorpions, si tiene nel luglio 1990 nella Potsdamer Platz, nel cuore dell’ex capitale del Reich. Dallo show verranno tratti anche un video e un doppio elleppì.

Il terzo album di Roger Waters, “Amused To Death“, probabilmente il suo lavoro migliore in veste solista, giunge nel 1992, impreziosito da ospiti stellari come Jeff Beck, Don Henley degli Eagles e membri dei Toto. Per dargli un seguito, tuttavia, il nostro impiegherà ben venticinque anni, con il non troppo convincente “Is This The Life We Really Want?“, pubblicato nella primavera 2017.

In questi venticinque anni, Roger Waters non se n’è certo stato con le mani in mano, dedicandosi prevalentemente all’attività concertistica. Anzi, già a partire dal 1999, ha iniziato a riproporre dal vivo il repertorio floydiano più amato e celebrato, prima negli USA e poi nel resto del mondo, Italia compresa, dove il sottoscritto era presente, nel 2002 allo stadio Flaminio di Roma. Waters ha anche preso parte al Live Earth organizzato da Al Gore nel 2007, mentre nello stesso periodo ha dato vita ad una serie di concerti che vedevano l’esecuzione integrale di “Dark Side Of The Moon”. Un’operazione analoga coinvolgerà anche “The Wall”, portato integralmente in tour tra il 2010 e il 2012 con tanto di relativa uscita disco-cinematografica.

Nel frattempo, inoltre, Roger Waters ha avuto anche il tempo e il modo di riallacciare i contatti con la sua vecchia band: tutti ricordiamo infatti la trionfale esibizione londinese dei Pink Floyd finalmente riuniti nel corso del Live 8, mentre in alcune tappe delle sue successive tournée da solista ha avuto modo di ospitare sia Nick Mason che David Gilmour.

– Mat

(ultimo aggiornamento: 26 ottobre 2017)

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