La musica del 2009 tra realtà e sogni

depeche modeEccoci così al 2009! Prima di cominciare, però, lasciatemi augurarvi buon anno, di cuore. Non possiamo dire come sarà l’ultimo anno di questo decennio, ovvio, ma possiamo già tracciare i contorni della musica che ascolteremo nei prossimi mesi. Ecco quindi una breve rassegna della musica che verrà…

Album
Per me il più atteso è il nuovo dei Depeche Mode, previsto in primavera e al momento ancora senza titolo: la band inglese (nella foto) ha anche girato il video di Wrong, il singolo apripista… sono molto curioso, non vedo l’ora di vederlo! Pare che questo nuovo capitolo depechiano dovrebbe recuperare delle sonorità retrò. Intanto usciranno anche i nuovi album di Bruce Springsteen (a giorni), Peter Murphy (il cantante dei Bauhaus), Prince, David Sylvian, Morrissey, Neil Young, Megadeth, P.J. Harvey, Green Day, Devo, Roxy Music, U2, No Doubt e Robin Gibb. Forse anche il nuovo di Michael Jackson e forse – udite udite – anche il secondo album dei redivivi Sex Pistols, che darebbero quindi un seguito al celeberrimo “Never Mind The Bollocks” del 1977.

Concerti
Per quanto riguarda gli appuntamenti live previsti nel nostro paese, per ora segnalo solo i Depeche Mode, gli Eagles, i Metallica, gli Ac/Dc, i Judas Priest, i Megadeth, i Lynyrd Skynyrd e gli odiosi Oasis. Mi piacerebbe tantissimo vedere il concerto degli Eagles… ma suoneranno a Milano… per me sarà difficile starci. Spero anche che i Verve recuperino l’unica tappa del loro tour del 2008 – quello che segnava la reunion dopo quasi dieci anni dallo scioglimento – che avevano programmato in Italia: dovevano suonare a Livorno ma la loro esibizione saltò perché Richard Ashcroft aveva la laringite.

Reunion
Dopo le innumerevoli reunion degli ultimi anni, nel 2009 si attendono i ritorni – sul palco e/o in studio – di Blur (nella originale formazione a quattro), Magazine, Ultravox (nella formazione condotta da Midge Ure), The Specials, The Faces (sì, proprio il gruppo di Rod Stewart e Ron Wood, scioltosi nei primi anni Settanta!) e forse anche Faith No More, Smiths (ma qui ci credo poco… sarebbe un miracolo!), Stone Roses e Spandau Ballet. Voci incontrollate parlano anche dei Jackson 5

Ristampe
“Odessa” dei Bee Gees uscirà fra pochi giorni, il 12, in un bel cofanetto con tanto di rarità & inediti (… e io ho già la bava alla bocca!) in occasione del quarantennale della sua edizione. A marzo sarà invece la volta di “Ten”, il classico dei Pearl Jam. Dovrebbero uscire anche gli ultimi capitoli della bella serie di remaster dei Cure, in particolare dell’album “Disintegration” che nel 2009 compie ventanni. In autunno, secondo alcune indiscrezioni, dovrebbero uscire anche i ciddì rimasterizzati di tutti gli album dei Beatles… chissà, io lo spero vivamente, a patto, cazzo, che vi siano inclusi degli inediti!

Film
In questo 2009 dovremmo vedere il benedetto film sulla vita di Bob Marley, in cantiere almeno dal 2003. Pare che quest’anno sia la volta buona, chissà, certo è che al momento non se ne conoscono molti particolari. Don Cheadle dovrebbe dar vita al suo film sull’immenso Miles Davis, in attesa almeno dal 2007. Si attendono anche film biografici su Freddie Mercury e Kurt Cobain, annunciati anch’essi alcuni anni fa. Correrei subito al cinema per vedermi quello su Mercury, si era parlato di Johnny Depp per la sua interpretazione, chissà.

Questo quello che è stato confermato, in maniera più o meno ufficiale da parte dei diretti interessati o da chi per loro. Ora passo brevemente alle mie aspettative per quest’anno:

  • spero in un ritorno sulle scene del grande David Bowie, magari anche solo per dei concerti, ovviamente con transito obbligatorio in Italia;
  • una cazzutissima ristampa di “The Wall” dei Pink Floyd in occasione del trentennale di quello che resta il mio album rock preferito;
  • un nuovo album da studio di Sting che, a parte la divagazione medievale di “Songs From The Labyrinth”, non mi pubblica un album con canzoni sue dal 2003;
  • un nuovo album e/o tour per i Tears For Fears con tassativo passaggio live in Italia;
  • la pubblicazione d’un cofanetto di Miles Davis con le sue collaborazioni con Prince (si parla comunque d’un nuovo cofanetto davisiano della sua discussa produzione anni Ottanta);
  • almeno un concerto in terra italiana per Paul McCartney;
  • un nuovo album per Roger Waters, che non pubblica un disco d’inediti dai tempi di “Amused To Death”.

Questo è quel che le mie antenne sono riuscite a captare nell’aria; se non altro si prefigura un 2009 abbastanza interessante sotto il profilo musicale. Per tutto il resto, come sempre, staremo a vedere!

– Mat

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Le meteore

meteore-italia-1Un po’ di anni fa, su Italia 1 c’era un programma serale chiamato “Meteore” dedicato soprattutto a quei cantanti o a quei gruppi che si sono fatti notare per un paio di singoli d’alta classifica e che poi sono spariti nel nulla. Ricordo che in maggioranza si trattava di artisti emersi negli anni Ottanta. Una cosa che mi fece particolarmente incazzare fu l’inclusione tra queste meteore di Tony Hadley, il cantante degli Spandau Ballet: ma come, uno che calca le scene da dieci anni, e precisamente dal 1980 al 1989, producendo una sfilza di gradevoli canzoni pop di successo, è una meteora?!

C’è da dire comunque che le meteore non hanno brillato soltanto negli anni Ottanta, bensì hanno fatto la loro comparsa fin da subito nel mondo dell’industria del pop, soprattutto da quando i Beatles esplosero come fenomeno discografico di massa nei primi anni Sessanta. Ecco quindi una carrellata di meteore dal 1960 (più o meno) ad oggi, in particolare quei nomi che hanno avuto almeno un hit al primo posto della classifica.

Sponsorizzata nientemeno che da Paul McCartney, ecco la favolosa Cilla Black, al primo posto delle charts britanniche con Those Were The Days. Ma in vetta alla classifica in quel decennio troviamo anche Chubby Checker con The Twist, gli Archies con Sugar Sugar, i Move con Blackberry Way, Bruce Channel con Hey Baby!, Tommy James con Crimson And Clover, gli Shadows con Apache, Frank Ifield con I Remember You. E poi ancora Jimmy Dean con Big Bad John, Gene Chandler con Duke Of Earl, i Tymes con So Much In Love, i Fifth Dimension con Aquarius, gli Association con Windy, i Foundations con Baby Now That I Found You, gli Allisons con Are You Sure?, Tommy Roe con Dizzy, Peter & Gordon con A World Without Love (scritta da Paul McCartney), Barry Ryan con Eloise, i Crystals con He’s A Rebel, Jerry & The Pacemakers con How Do You Do It, gli Young Rascals con Good Lovin’, gli Herman’s Hermits con I’m Into Something Good, Connie Francis con Jealous Of You, Engelbert Humperdinck con Release Me, gli Union Gap con Young Girl, i Searchers con Needles And Pins, le Shirelles con Soldier Boy, le Marvelettes con Please Mr. Postman (un brano di lì a poco ripreso anche dai Beatles). Uffa, quante di meteore, altro che anni Ottanta… che ne è oggi di tutta questa gente?

Leggendo le classifiche degli anni Settanta ci imbattiamo invece in Roberta Flack con Killing Me Softly (negli anni Novanta reinterpretata da un’altra meteora di quel decennio, i Fugees), i Tremeloes con Me And My Life, gli America con A Horse With No Name, Mungo Jerry con In The Summertime, la Earth Band con Blinded By The Light, Samantha Sang con Emotion (un brano scritto e prodotto dai Bee Gees), gli Edison Lighthouse con Love Grows, gli Shocking Blue con Venus (negli anni Ottanta riproposta da un’altra meteora di quella decade, le Bananarama). Ma ricordo anche John Paul Young con Love Is In The Air, Patrick Hernandez con Born To Be Alive, i Trammps con Disco Inferno, i Buggles con Video Killed The Radio Star, The Knack con My Sharona, la Steve Miller Band con The Joker e Al Stewart con The Year Of The Cat.

Passando ai famigerati anni Ottanta troviamo i Dead Or Alive con You Spin Me Round, i Berlin con You Take My Breath Away (colonna sonora del film “Top Gun”), Belinda Carlisle con Heaven Is A Place On Earth, i Men At Work con Down Under, Howard Jones con No One Is To Blame (prodotta da Phil Collins), gli Alphaville con Big In Japan, i Kajagoogoo con Too Shy, i Black Box con Ride On Time, Falco con Der Kommissar, Sandra con Maria Magdalena, Richard Marx con Hold On To The Nights, i Foreigner con la struggente I Want To Know What Love Is, le Bangles con Manic Monday (un brano scritto per loro da Prince) e Tracy Spencer con Run To Me. Ma io ricordo perfettamente gente come Nick Kamen, con Tell Me, i Crowded House con Don’t Dream It’s Over, i M/A/R/R/S con la geniale Pump Up The Volume, Alannah Myles con Black Velvet, Huey Lewis & The News con The Power Of Love (colonna sonora del film “Ritorno al Futuro”), Irene Cara con What A Feeling e Michael Sembello con Maniac, entrambi singoli di successo tratti dalla colonna sonora del film “Flashdance”.

Avanzando agli anni Novanta troviamo Coolio con Gangsta’s Paradise, Vanilla Ice con Ice Ice Baby, gli Hanson con Mmmbop, i Goo Goo Dolls con Iris, gli Aqua con Barbie Girl, i Savage Garden con Truly Madly Deeply, Lou Bega con Mambo Nr. 5. Ma rammento benissimo anche i 4 Non Blondes con What’s Up, The Beloved con Sweet Harmony, i Vacuum Cleaner con I Breathe, una certa Emilia con una lagnaccia chiamata Big Big World, i Bran Van 3000 con Drinking In L.A., i White Town con Your Woman, Shivaree con Goodnight Moon, i Fool’s Garden con Lemon Tree, i Connells con ’74-’75, Anouk con Nobody’s Wife, Eagle-Eye Cherry con Save Tonight e un duo chiamato Charles & Eddie con la gradevole Would I Lie To You.

Anche il decennio in corso, immancabilmente, sta producendo le sue belle meteore, basta leggersi le classifiche di TV Sorrisi e Canzoni di qualche anno fa per ricordarne qualcuna. Ora mi vengono in mente le sole Michelle Branch (aveva cantato una canzone di Santana, quale non la ricordo più) e Jamelia, quella dell’hit danzereccio Superstar. Ne ricordate altre?